Sostenibilità ambientale

Impronta idrica: che cos’è e come si calcola

OC Oliviero Carlini Aggiornato 16 Giu 2026 7 min di lettura

Ogni prodotto di uso quotidiano per essere realizzato richiede l’utilizzo di acqua.

Per valutare l’impatto ambientale di un prodotto è necessario considerare la sua impronta idrica.

L’acqua in molte aree del pianeta è un elemento sempre più scarso a causa dei cambiamenti climatici.

La maggior parte dell’acqua viene utilizzata dalle organizzazioni in ambito agricolo o industriale.

Per comprendere come viene utilizzata è necessario calcolare la water footprint.

Che cos’è l’impronta idrica? Quali sono le diverse tipologie? Come si calcola?

Scopriamo tutto insieme in questo articolo.

Che cosa si intende per impronta idrica?

L’impronta idrica, detta anche water footprint, è un’unità di misura che indica il volume di acqua dolce utilizzata per la produzione di un prodotto.

L’impronta idrica può essere associata ai seguenti scopi:

  • calcolare il consumo di acqua all’interno di un processo produttivo;
  • calcolare il volume totale di acqua necessario per la produzione di un prodotto specifico;
  • calcolare il volume totale di acqua utilizzato da un’organizzazione.

La water footprint può includere due indicatori fondamentali che sono:

  • l’uso diretto che prevede l’utilizzo diretto da parte delle persone;
  • l’uso indiretto che è la somma delle impronte idriche dei prodotti.

Tramite l’impronta idrica è possibile quindi comprendere come le risorse idriche vengono utilizzate e l’impatto che hanno sull’ambiente.

La water footprint è un concetto simile alla carbon footprint, in cui si realizza il calcolo delle emissioni di CO2.

Tramite la water footprint è possibile calcolare l’utilizzo totale delle risorse idriche, ma sopratttutto quando e dove viene prelevata.

Il concetto di impronta idrica è stato elaborato nel 2002 da Arien Y. Hoekstra, professore all’Università di Twente (Olanda), prendendo come riferimento gli studi condotti da John Anthony Allan nel 1993.

Legato a questo è nato il concetto di virtual water content.

Il virtual water content è la quantità di acqua utilizzata per produrre quel bene, inclusa l’acqua diretta e indiretta coinvolta in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, compresa l’estrazione delle materie prime, la lavorazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione.

Per comprendere appieno la water footprint è necessario approfondire le tre differenti tipologie di impronta idrica.

Quali sono i tre tipi di impronta idrica?

Le componenti della water footprint sono principalmente tre.

L’impronta idrica blu indica il volume totale di acqua dolce prelevato dalla superficie o da falde acquifere impiegato nei settori agricolo, industriale o domestico.

Questa acqua dolce viene prelevata e non restituita.

La seconda tipologia di impronta idrica è quella verde.

L’impronta idrica verde indica l’acqua piovana che può traspirare o evaporare in una specifica area coltivata.

L’impatto che ha sull’ecosistema è più limitata.

La terza tipologia è l’impronta idrica grigia.

L’impronta idrica grigia indica la quantità di acqua dolce necessarie a diluire la quantità di acqua inquinata e a mantenere la qualità dell’acqua al di sopra di specifici standard previsti nell’ambiente in cui è stato prodotto l’inquinamento.

L’impronta idrica è costituita dalla somma di queste tre componenti e indica il volume di acqua dolce necessario per la produzione di prodotti.

La water footprint non misura gli impatti specifici sull’ambiente locale.

Perché calcolare l’impronta idrica?

Il calcolo dell’impronta idrica ha una serie di vantaggi.

Il primo vantaggio riguarda la comprensione del consumo diretto e indiretto di acqua correlato all’Organizzazione e/o ai suoi prodotti.

Tramite l’analisi dell’intero ciclo di vita è possibile identificare i principali fattori di consumo idrico.

Il secondo vantaggio riguarda l’ottimizzazione della water footprint e la riduzione degli impatti ambientali associati.

Questo può includere l’implementazione di tecnologie più efficienti dal punto di vista idrico, la riduzione degli sprechi e l’adozione di pratiche sostenibili nella gestione delle risorse idriche.

Il terzo vantaggio è il miglioramento della comunicazione ambientale interna ed esterna.

L’organizzazione può dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità e trasmettere messaggi chiari e verificabili riguardo agli sforzi per ridurre l’impronta idrica.

Il quarto vantaggio riguarda la rendicontazione della gestione idrica aziendale.

Il calcolo della water footprint consente all’Organizzazione di valutare le proprie prestazioni ambientali in relazione alla gestione idrica.

Questo può fornire una base solida per la rendicontazione e la valutazione delle prestazioni aziendali, consentendo all’Organizzazione di monitorare i progressi nel tempo e di dimostrare il proprio impegno per la sostenibilità idrica.

Come si fa a calcolare la water footprint?

Per calcolare la water footprint è necessario misurare il volume di acqua utilizzato per dare vita ad un prodotto (impronta idrica blu) e il volume di acqua necessario a diluire gli inquinanti (impronta idrica grigia).

In questo calcolo è necessario considerare tutti le fasi del ciclo di produzione includendo quindi il consumo diretto e indiretto.

Vediamo insieme le fasi per il calcolo dell’impronta idrica prendendo come riferimento uno smartphone.

Definire il perimetro di analisi

In questa fase è necessario determinare i confini del sistema considerando tutte le fasi del ciclo di vita. In questo caso le fasi possono essere:

  • l’estrazione delle materie prime (metta, minerali e le terre rare);
  • la lavorazione e la produzione dei componenti;
  • il trasporto e la distribuzione;
  • il consumo da parte del consumatore;
  • lo smaltimento finale.

Raccolta dei dati

Dopo aver definito il perimetro del sistema bisogna raccogliere tutte le informazioni necessarie.

La raccolta di dati può prevedere la raccolta delle seguenti informazioni:

  • dati di produzione dei fornitori;
  • fabbriche di produzione;
  • lyfe cycle assessment realizzate in precedenza;
  • rapporti di settore;
  • database pubblici.

Alcuni esempi possono essere la quantità di acqua utilizzata in fase di estrazione delle materie prime, l’utilizzo di acqua necessario per la produzione di componenti e l’impiego di acqua necessario per la produzione del dispositivo.

Calcolo del consumo di acqua

Con i dati raccolti è possibile procedere al calcolo effettivo della water footprint effettiva.

Per fare questo è necessario avvalersi di alcuni standard:

  • Water Assessment Framework (l’approccio di valutazione dell’acqua);
  • Water Footprint Assessment (l’approccio dell’impronta idrica).

Come detto in precedenza in questa fase è necessario guardare l’impronta idrica blu e l’impronta idrica grigia.

La fonte di approviggionamento dell’acqua può provenire da fonti sostenibili o è possibile che possa derivare dallo sfruttamento o esaurimento delle risorse idriche.

Analisi e comunicazione dei risultati

L’analisi dei risultati permette di identificare le fasi che contribuiscono in modo significativo all’utilizzo di acqua.

Questo processo permette di identificare le fasi su cui lavorare per ridurre l’impronta idrica totale.

La comunicazione relativa all’analisi della water footprint permette di informare i principali stakeholder dell’organizzazione riguardo l’impatto sulle risorse idriche.

La comunicazione serve come potenziale acceleratore nell’adozione di pratiche sostenibili.

Il dato relativo all’impronta idrica può essere anche comunicato all’interno del bilancio di sostenibilità.

Water footprint e ISO 14046

La water footprint può essere sottoposta alla verifica di un ente terzo.

La norma di riferimento è la ISO 14046.

L’ente certificatore conduce una verifica di conformità in quattro fasi:

  • la verifica documentale che prevede un insieme di documenti che saranno resi pubblici;
  • la verifica dell’attendibilità dei dati e dei processi;
  • la verifica dei calcoli dell’utilizzo idrico;
  • la dichiarazione finale di verifica e revisione indipendente di un tecnico qualificato.

Impronta idrica degli alimenti

L’agricoltura è responsabile per circa l’80% del consumo di acqua dolce a livello mondiale.

È importante conoscere come ogni cibo impatta a livello di utilizzo di acqua.

Di seguito puoi trovare una tabella redatta da “The Water Footprint Network” relativa ai litri di acqua necessaria per la realizzazione di specifici alimenti.

Conclusioni

In conclusione, la water footprint riveste un ruolo fondamentale per valutare l’impatto ambientale legato al consumo di acqua nella produzione di beni

L’acqua è una risorsa sempre più scarsa a livello globale, rendendo essenziale comprendere come viene utilizzata e adottare misure per ridurre l’impronta idrica.

Calcolare l’impronta idrica offre numerosi vantaggi alle organizzazioni come:

  • la comprensione del’utilizzo di acqua diretto e indiretto;
  • l’ottimizzazione dell’impronta idrica e la riduzione degli impatti ambientali
  • il miglioramento della comunicazione interna ed esterna;
  • la rendicontazione delle prestazioni ambientali.

Esistono tre tipologie di impronta idrica: blu, verde e grigia, che rappresentano l’utilizzo diretto di acqua, l’acqua piovana che evapora o traspira, e il volume di acqua necessaria per diluire gli inquinanti, rispettivamente.

Calcolare l’impronta idrica richiede la definizione del perimetro di analisi, la raccolta dei dati, il calcolo dell’impiego di acqua utilizzando standard specifici, l’analisi dei risultati e la comunicazione dei risultati.

La certificazione secondo la norma ISO 14046 può fornire una verifica indipendente dell’impronta idrica calcolata.

L’impronta idrica rappresenta un indicatore prezioso per promuovere la sostenibilità idrica e adottare pratiche più efficienti nella gestione delle risorse idriche.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.