Sostenibilità ambientale

Obiettivo 13 agenda 2030: che cos’è

OC Oliviero Carlini Aggiornato 16 Giu 2026 4 min di lettura

I cambiamenti climatici sono sempre più presenti nella vita di ognuno di noi.
Per permettere uno sviluppo sostenibile del pianeta è necessario agire in modo deciso per ridurre le emissioni.

Per fare ciò l’ONU ha individuato 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals SDGs) che dovranno essere raggiunti entro il 2030.

Vediamo insieme che cos’è l’Obiettivo 13 agenda 2030.

Obiettivo 13 2030: agire per il clima

L’obiettivo 13 stabilito dalle Nazioni Unite è “intraprendere azioni urgenti per combattere il cambiamento climatico e i suoi impatti”.

Con questo obiettivo ogni stato deve stabilire delle misure di protezione dell’ambiente sia interne che esterne.

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite è il forum intergovernativo dove discutere di soluzioni per mitigare il cambiamento climatico.

Dati e aree di intervento

Sono diversi i segnali che mostrano un effettivo cambiamento sul nostro pianeta.

Nel 2020 la temperatura globale era di 1,2° gradi superiore all’epoca pre-industriale.
L’obiettivo è quello di non superare 1,5° in base a quanto stabilito con l’accordo di Parigi.

Per fare ciò 125 su 154 stati hanno adottato dei piani nazionali di adattamento al clima.

Le misure da adottare per combattere il cambiamento climatico

Le aree con maggiore priorità su cui intervenire sono:

  • sicurezza e produzione del cibo;
  • gestione degli ecosistemi terrestri e marini;
  • salute umana;
  • protezione delle risorse di acqua dolce;
  • settori economici e servizi chiave.

I principali target da considerare sono:

  • 13.1 – rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi;
  • 13.2Integrare le misure del cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazioni nazionali;
  • 13.3 – migliorare l’educazione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale sulla mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e il preallarme;
    • 13.a – attuare l’impegno assunto dai paesi sviluppati aderenti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per l’obiettivo di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 da tutte le fonti per soddisfare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto di azioni di mitigazione significative e di trasparenza sull’attuazione e rendere pienamente operativo il Fondo verde per il clima attraverso la sua capitalizzazione il più presto possibile;
    • 13 b – promuovere meccanismi per aumentare la capacità di pianificazione e gestione efficaci legate al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, concentrandosi anche su donne, giovani e comunità locali ed emarginate, riconoscendo che la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico è il principale forum internazionale e intergovernativo per negoziare la risposta globale al cambiamento climatico.

Per ogni target sono stati stabiliti degli indicatori per misurare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi:

  • 13.1.1numero di morti, persone scomparse e persone direttamente colpite attribuite ai disastri per 100.000 abitanti;
  • 13.1.2 – numero di paesi che adottano e implementano strategie nazionali di riduzione del rischio di catastrofi in linea con il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030;
  • 13.1.3 – percentuale di governi locali che adottano e implementano strategie locali di riduzione del rischio di disastri in linea con le strategie nazionali di riduzione del rischio di disastri;
  • 13.2.1 – numero di paesi con contributi determinati a livello nazionale, strategie a lungo termine, piani nazionali di adattamento e comunicazioni sull’adattamento, come riportato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;
  • 13.2.2 – totale emissioni di gas serra in un anno;
  • 13.3.1 – in che misura (i) l’educazione alla cittadinanza mondiale e (ii) l’educazione allo sviluppo sostenibile sono integrate (a) nelle politiche educative nazionali; (b) nei curricula; (c) nella formazione degli insegnanti; e (d) nella valutazione degli studenti;
  • 13.3.2 – numero di paesi che hanno comunicato il rafforzamento delle capacità istituzionali, sistemiche e individuali per implementare azioni di adattamento, mitigazione e trasferimento di tecnologia e sviluppo;
  • 13.a.1 – importi forniti e mobilitati in dollari statunitensi all’anno in relazione al mantenimento dell’obiettivo di mobilitazione collettiva esistente dell’impegno di 100 miliardi di dollari fino al 2025;
  • 13.b.1 – numero di paesi meno sviluppati e di piccoli Stati insulari in via di sviluppo con contributi determinati a livello nazionale, strategie a lungo termine, piani nazionali di adattamento e comunicazioni sull’adattamento, come riportato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.