Decarbonizzazione

Riduzione emissioni CO2: quali strategie adottare?

OC Oliviero Carlini Aggiornato 12 Giu 2026 9 min di lettura

Secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), le emissioni di CO2 legate all’energia nel mondo nel 2022 sono state di 36,8 miliardi di tonnellate, in aumento dello 0,9% rispetto al 2021.

Le emissioni di CO2 generate sono la causa principale del cambiamento climatico.

Le aziende hanno la possibilità di compiere una riduzione di emissioni della CO2, aumentare l’efficienza relativa ai costi e gestire in modo adeguato il rischio energetico.

Scopriamo insieme come compiere la riduzione emissioni CO2.

Introduzione alle emissioni di gas serra

Le emissioni di gas serra, tra cui anidride carbonica (CO2), rappresentano uno dei principali motori dell’effetto serra e del cambiamento climatico globale.

Questi gas climalteranti, rilasciati nell’atmosfera principalmente attraverso la combustione di fonti fossili e le attività industriali, intrappolano il calore e alterano l’equilibrio climatico del pianeta.

L’Unione Europea (UE) si è posta come leader nella lotta contro le emissioni di gas serra, fissando obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra.

Questi obiettivi sono fondamentali per contrastare il cambiamento climatico, proteggere l’ambiente e garantire un futuro sostenibile per le prossime generazioni.

La riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas a effetto serra è quindi una priorità condivisa a livello europeo e globale, che richiede l’impegno di tutti: istituzioni, aziende e cittadini.

Cosa possiamo fare per ridurre le emissioni di CO2?

Per stabilire un piano di riduzione delle emissioni di gas serra è necessario conoscere il proprio livello attuale di emissioni di gas serra.

Una prima azione da compiere è quella di iniziare un percorso che permetta di conoscere il proprio consumo energetico tramite l’acquisizione dei principali dati.

La misura delle emissioni di gas serra può essere realizzata secondo il GHG Protocol suddividendo le emissioni scope 1, scope 2 e scope 3.

Dopo aver realizzato il calcolo della carbon footprint, le organizzazioni potranno procedere a stilare un carbon management plan che sarà suddiviso nelle seguenti attività:

  • ridurre in modo deciso la domanda di energia tramite interventi di efficienza energetica;
  • cambiare le fonti energetiche aumentando la quota di utilizzo delle fonti rinnovabili e cercando di utilizzare soluzioni di elettrificazione che sostituiscano quelle che fanno uso di combustibili fossili;
  • compensare le emissioni di gas a effetto serra dell’azienda tramite l’investimento in progetti che possano generare dei crediti di carbonio.

Esistono diverse maniere per ridurre le emissioni di CO2 tramite l’impostazione di goal ambientali, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze di ciascuna azienda o organizzazione.

Tutto ciò può essere raggiunto inoltre tramite l’adozione di sistemi di gestione dell’energia.

È fondamentale raccogliere e condividere informazioni dettagliate sulle emissioni.

Come ridurre le emissioni CO2 in azienda

Alcune delle azioni che le aziende possono compiere per ridurre le emissioni di anidride carbonica sono:

  • aumentare l’efficienza dei processi produttivi
  • utilizzare tecniche di Lyfe Cycle Assessment per analizzare il ciclo dell’intero di prodotto ed individuare potenziali aree di miglioramento
  • realizzare audit sui consumi energetici da parte di società specializzate;
  • procedere all’installazione di impianti di fonti rinnovabili

Gli interventi realizzati in azienda possono essere di tre tipi:

  • interventi diretti, come possono essere quelli di efficienza o risparmio energetico;
  • interventi diretti fuori dall’azienda, come la realizzazione di un impianto di fonti rinnovabili o un intervento di riforestazione;
  • interventi indiretti, che possono essere l’acquisto di materie prime da una filiera sostenibile o il finanziamento di progetti di energia rinnovabile.

Esempi di riduzione CO2

Alcune delle azioni che possono essere portate avanti sono le seguenti:

  • ridurre i consumi di energia elettrica evitando gli sprechi;
  • riciclare tutti i rifiuti che vengono prodotti all’interno dell’abitazione o il ridurre consumo dei beni;
  • investire in fonti rinnovabili scegliendo di installare pannelli fotovoltaici o altri impianti a basso impatto ambientale;
  • ridurre il consumo di elettrodomestici e dell’acqua corrente.

Un esempio concreto di riduzione delle emissioni di CO2 è la piantumazione di alberi o l’investimento in energie rinnovabili, come l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Emissioni zero: un obiettivo ambizioso

Raggiungere emissioni zero entro il 2050 è uno degli obiettivi più ambiziosi fissati dall’Unione Europea per affrontare la crisi climatica.

Questo traguardo implica la completa decarbonizzazione dell’economia, ovvero la drastica riduzione delle emissioni di gas serra generate da tutti i settori produttivi, dai trasporti all’industria, fino all’energia.

Le aziende giocano un ruolo chiave in questo processo: sono chiamate a misurare, ridurre e compensare le proprie emissioni, adottando tecnologie innovative e strategie di sostenibilità.

Anche i cittadini sono parte attiva di questo cambiamento, attraverso scelte di consumo consapevoli e comportamenti responsabili.

La Commissione Europea ha introdotto strumenti come il Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM), che mira a evitare la delocalizzazione delle emissioni di carbonio e a incentivare la produzione a basse emissioni anche nei paesi extra-UE.

Ogni passo verso la decarbonizzazione rappresenta un contributo concreto alla riduzione delle emissioni di gas serra e al raggiungimento dell’obiettivo di emissioni zero, fondamentale per la tutela del clima e dell’ambiente.

Come ridurre le emissioni di CO2 in casa?

Ogni persona può adottare degli accorgimenti per la riduzione delle emissioni CO2 prodotta in modo diretto o indiretto all’interno della propria abitazione

Una prima abitudine può essere quella di ridurre il consumo di energia utilizzando lampadine a led o spegnendo gli apparecchi elettronici in stand by.

Una seconda misura può essere il miglioramento dell’isolamento termico dell’abitazione. Questo dovrebbe ridurre le esigenze di riscaldamento o raffreddamento dell’abitazione.

Una terza misura è data dalla regolazione delle temperature sia inverno in estate, prediligendo di inverno temperature non troppo elevate e non esagerando d’estate con la regolazione dei condizionatori. Un uso efficiente dell’aria condizionata è fondamentale per ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2, contribuendo così al miglioramento dell’efficienza energetica domestica.

Una quarta misura può riguardare la scelta di approvvigionarsi da fonti rinnovabili tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici o pompe di calore oppure optare per un fornitore che garantisca la provenienza da fonti rinnovabili in modo da stoppare l’utilizzo del gas naturale.

Una quinta misura può riguardare la scelta di acquistare elettrodomestici efficienti. Dopo molti anni alcuni apparecchi tendono a perdere di efficienza e si può decidere di acquistare beni ad alta efficienza energetica.

Una sesta misura riguarda il risparmio idrico che può essere attuato prestando attenzione a limitare il consumo di acqua, alla riparazione delle perdite o installando dispositivi di risparmio idrico.

Gli obiettivi di riduzione dell’Unione Europea

Il Parlamento Europeo ha approvato la Legge Europea sul Clima che prevede un obiettivo di ridurre i gas serra al 2030 del 55% che fa parte del pacchetto denominato Green Deal Europeo.

I Green Deal Europeo rende vincolante il raggiungimento della neutralità climatica.

Paesi come Italia, Spagna e Austria si distinguono per le loro politiche ambientali e i risultati ottenuti nella riduzione delle emissioni di gas serra, grazie a strategie di decarbonizzazione e all’adozione di energie rinnovabili.

Le misure del pacchetto legislativo ‘Pronti per il 55%’, rappresenta l’impegno dell’UE a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e la neutralità climatica entro il 2030.

Il pacchetto realizzato dall’UE prevede una strategia di revisione di 13 leggi e 6 proposte su clima ed energia.

Le proposte adottate dall’Unione Europea sono le seguenti:

  • il sistema di scambio delle quote di emissione tramite l’ETS (Emission Trading Scheme) che obbliga le aziende del settore industriale ad avere un permesso per ogni tonnellata di CO2 emessa;
  • taglio delle emissioni di gas serra di aerei e navi tramite l’adozione di combustibili sostenibili e l’estensione dell’ETS a questi due settori;
  • riduzione delle emissioni di automobili con l’estensione del sistema di ETS al trasporto industriale, mentre i consumatori privati per il momento potrebbero essere esentati;
  • tassa sul carbonio alle frontiere della Unione Europea per evitare che le imprese delocalizzino la produzione in paesi con normative meno stringenti sull’ambiente;
  • la riduzione delle emissioni di gas serra per il settore dei trasporti, agricoltura, edilizia e gestione dei rifiuti che non fanno parte attualmente dell’ETS;
  • migliorare la gestione delle foreste è un ambito che può aumentare la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica.

Trend e prospettive per la riduzione delle emissioni

I dati più recenti mostrano che l’Unione Europea sta compiendo progressi significativi nella riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra.

Secondo le ultime valutazioni della Commissione Europea, l’UE è sulla buona strada per raggiungere una riduzione del 54% delle emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, avvicinandosi così all’obiettivo del 55% fissato dalla Legge UE sul Clima.

Al 2023, le emissioni nette di gas serra sono diminuite del 37% rispetto al 1990, nonostante una crescita economica del 68% nello stesso periodo, a dimostrazione che è possibile coniugare sviluppo e sostenibilità.

La Commissione ha già valutato la maggior parte dei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNIEC) presentati dagli Stati membri, con solo pochi paesi ancora in fase di aggiornamento o valutazione.

Rispetto alle stime precedenti, si registra un miglioramento degli sforzi e una maggiore ambizione, soprattutto per quanto riguarda l’incremento delle energie rinnovabili: l’UE è ormai vicina al target vincolante del 42,5% di energie verdi entro il 2030, con un divario di appena l’1,5%.

Se gli Stati membri manterranno le proiezioni più ambiziose, l’Europa potrebbe addirittura superare i propri obiettivi, rafforzando la propria posizione di leader globale nella lotta contro il cambiamento climatico e nella riduzione delle emissioni di gas serra.

Questi trend positivi confermano che la strada intrapresa è quella giusta, ma sottolineano anche l’importanza di continuare a investire in tecnologie, innovazione e politiche efficaci per raggiungere la neutralità climatica.

Conclusioni

In un pianeta in cui la produzione di energia rappresenta una componente critica delle attività umane, la necessità di ridurre le emissioni di CO2 è una priorità imprescindibile.

Il riscaldamento globale, accelerato dalle emissioni crescenti in atmosfera, mette in pericolo l’equilibrio dell’ecosistema terrestre

Le misure adottate a livello aziendale, come la riduzione delle emissionil’adozione di pratiche energetiche sostenibili, giocano un ruolo chiave nel mitigare i cambiamenti climatici.

L’impegno delle aziende e degli individui, unito alle strategie governative come quelle dell’Unione Europea, fornisce un quadro in cui la produzione di energia e le iniziative di contrasto alle emissioni possano avere un impatto concreto.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.