Kg co2 per kWh elettrico: come si calcola?
Quando misuri la carbon footprint della tua azienda, le emissioni Scope 2, quelle legate al consumo di energia elettrica, sembrano le più semplici da calcolare.
Prendi i kWh dalla bolletta, moltiplichi per un fattore e hai finito.
Alcune domande che devi porti sono:
- Quale fattore usi?
- Qual è il database a cui fa riferimento?
- È quello corretto per il tuo tipo di rendicontazione?
In questa guida trovi il fattore di emissione aggiornato secondo ISPRA, la formula passo per passo e la differenza pratica tra metodo location-based e market-based.
Al termine saprai quale approccio usare nel tuo bilancio GHG e perché la scelta non è indifferente.
Fattore di conversione kg co2 per kWh elettrico
Secondo il GHG Protocol le emissioni di CO2 prodotte possono essere suddivise in tre categorie principali:
- Scope 1: generate direttamente dall’utilizzo di combustibili fossili all’interno dell’azienda, come gas naturale, carbone e olio combustibile, i cui calcoli delle emissioni CO2 aziendali sono fondamentali per una corretta valutazione.
- Scope 2: le emissioni indirette in questo caso derivano dall’acquisto di energia elettrica, vapore o energia termica
- Scope 3: sono le emissioni generate lungo la catena del valore, ad esempio da fornitori o clienti
Le emissioni indirette di scope 2 sono generate dal fornitore di energia elettrica e possono essere conteggiate come CO2 equivalente.
Per facilitare la conversione tra diverse unità di misura delle emissioni, è possibile utilizzare un convertitore specifico per i dati energetici e ambientali.
Le emissioni sono importanti perché:
- sono misurabili tramite calcoli precisi e supportate da cifre concrete;
- possono essere ridotte tramite azioni specifiche;
- sono un tassello fondamentale nella diminuzione delle emissioni prodotte, espresse in t di CO2.
Per ottenere i kg CO2 per kWh elettrico è possibile affidarsi a due metodi principali, utilizzando i valori dei fattori di emissione stabiliti dal Ministero dell’Ambiente, che fornisce le normative di riferimento per questi calcoli.
I due metodi sono il location-based e il market-based.
Quanta CO2 produce 1 kWh elettrico in Italia?
Considerando i dati attualmente disponibili rilasciati da ISPRA, la risposta diretta è kg CO2e/kWh: 0.216.
Questo è il dato ISPRA per il 2023, riferito alla produzione elettrica lorda nazionale (emissioni di CO2 in Italia). È il valore da usare se applichi il metodo location-based nel tuo inventario GHG.
La formula è una semplice moltiplicazione.
kWh consumati × 0,216= kg CO2 emessi
Un’azienda manifatturiera in un suo sito consuma 30.000 kWh all’anno.
Moltiplicando 30.000 per 0,216 otterremo 6.480 Kg CO2e prodotta (pari a 6,48 tonnellate di CO2 equivalente)
Per fare il calcolo mi sono avvalso del software di carbon accounting Xcarbon come puoi vedere nell’immagine.

Ecco il punto: questo calcolo vale solo se usi il metodo location-based.
Se stai redigendo un bilancio GHG dovrai calcolare le emissioni Scope 2 della tua azienda e usare un approccio diverso.
Emissioni co2 per kWh italia – Location-based
Secondo i dati ISPRA, le emissioni di CO2 equivalente per kWh in Italia sono state pari a 215,9 grammi di CO2 (produzione elettrica lorda), circa 0,216 Kg.
Questo dato rappresenta l’approccio location-based perché si basa sul mix energetico della rete elettrica nazionale.
Questo valore è anche il riferimento usato per calcolare quanta CO₂ viene “evitata” quando un impianto rinnovabile produce energia al posto di una fonte fossile.
Come si può vedere nella tabella più sotto, l‘intensità di emissione è andata calando dal 2006.
Dal 2006 al 2024 il calo delle emissioni prodotte è stato pari al -54%.
Il risultato è spiegato da una maggiore crescita delle energie rinnovabili e da una progressiva sostituzione dei combustibili fossili più inquinanti.
Nella rendicontazione delle emissioni, si deve sempre far riferimento all’ultimo aggiornamento dei database (es. ISPRA 2025).
Anche se i fattori pubblicati nel 2025 riflettono le performance ambientali di anni precedenti (2023-2024), essi rappresentano il dato tecnicamente più attuale per calcolare l’impronta carbonica del 2025.

Emissioni co2 per kWh italia – Market-based
L’approccio market-based calcola le emissioni di CO2 basandosi sulla specifica fonte di energia scelta dall’azienda, anziché sulla media nazionale (location-based).
Questo sistema premia le imprese che acquistano energia rinnovabile certificata, incentivando la transizione ecologica.
Alcuni concetti che possono aiutare a comprendere:
- Fattori di emissione specifici: i fattori di emissione (kg di CO2 per kWh elettrico) variano in base al tipo di contratto energetico sottoscritto.
- Residual Mix: È il mix energetico nazionale “rimanente”, privo di certificati verdi. Viene applicato a chi non acquista energia rinnovabile tracciata.
- Impatto sulle emissioni aziendali: Chi sceglie le rinnovabili azzera le proprie emissioni elettriche, chi utilizza il residual mix registra emissioni più alte della media nazionale.
Come calcolarle
- Energia Rinnovabile Certificata: 0 kg CO2 per kWh.
- Energia da Residual Mix: Si utilizza il valore nazionale annuo pubblicato dall’AIB (Association of Issuing Bodies).
Ad esempio, se un’azienda consuma 30.000 kWh di energia elettrica da residual mix, le emissioni saranno pari a 13,23 tonnellate di CO2.

Location-based vs market-based — quale metodo usare
Il GHG Protocol Scope 2 Guidance (2015) ha introdotto l’obbligo di rendicontare le emissioni Scope 2 con entrambi i metodi, quando disponibili. Ma le differenze sono sostanziali.
| Approccio location-based | Approccio market-based | |
| Dati utilizzati | Mix energetico della rete elettrica nazionale | Emissioni prodotte dal singolo fornitore di energia elettrica |
| Dati di emissione | Emissioni medie di CO2 per kWh in Italia | Vengono utilizzati come dati le garanzie d’origine |
| Vantaggi | Mostra l’energia effettivamente consumata | La singola azienda può ridurre le emissioni tramite la scelta di contratti energetici che si basano su fonti rinnovabili |
| Svantaggi | Riduci le emissioni solo tramite la diminuzione del consumo a livello di rete | Non mostra poi l’energia effettivamente consumata |
Il metodo location-based usa il fattore ISPRA e riflette l’impatto reale della rete elettrica italiana. Non tiene conto di cosa hai comprato: consumi energia del mix nazionale come tutti.
Il metodo market-based considera invece il fornitore specifico e il tipo di contratto.
La verità è questa: molte aziende usano solo il location-based perché è più semplice.
Anche se bisogna calcolare entrambe, solo una delle due farà parte dell’inventario delle emissioni di Scope 2.
Strategie per ridurre le emissioni di CO2 per kWh elettrico
Un’azienda che desideri ridurre il proprio impatto, relativamente alle emissioni di scope 2, può adottare una strategia mirata che includa l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia e la scelta di fonti rinnovabili.
Un utilizzo efficiente dell’energia contribuisce in modo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2.

Contratti green
La prima azione è scegliere un fornitore di energia che offra contratti “green” o ecologici
Questi contratti garantiscono che l’energia consumata provenga da fonti rinnovabili
Scegli un fornitore che ti garantisca energia da fonti rinnovabili certificate con GO (Garanzie d’Origine).
Nel bilancio market-based, il fattore di emissione diventa 0.
Attenzione: non basta che il fornitore dica di vendere “energia verde”, serve la documentazione GO specifica per il tuo consumo.
Non possiamo controllare direttamente la fonte dell’elettricità che utilizziamo, ma stiamo comunque sostenendo e incentivando la produzione di energia pulita.
Installazione di impianti fotovoltaici
Una seconda opzione riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici in autonomia
In questo caso un’azienda o una persona singola può decidere di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto.
L’energia prodotta in questo caso può essere utilizzata direttamente dal proprietario o venduta alla rete nel momento in cui non se ne faccia uso.
Quella quota viene sottratta dal consumo netto di rete.
La lunga vita utile di un impianto fotovoltaico contribuisce in modo significativo alla riduzione complessiva delle emissioni di CO2, poiché permette di produrre energia pulita per molti anni, riducendo l’impatto ambientale nel lungo termine.
Power Purchase Agreement (PPA)
Power Purchase Agreement (PPA) è un contratto tra chi produce energia rinnovabile e chi la compra.
Il processo funziona nel seguente modo:
- Un’azienda (il produttore) costruisce un impianto di energia rinnovabile, come un parco solare o eolico.
- Un’altra azienda (l’acquirente) si impegna a comprare questa energia per un periodo di tempo, pari ad alcuni anni.
I principali vantaggi di questo accordo sono:
- L’acquirente ottiene energia pulita a un prezzo stabile, aiutandolo a raggiungere i suoi obiettivi ambientali.
- Il produttore conosce in anticipo quanto guadagnerà, rendendo più facile ottenere finanziamenti per costruire l’impianto.
Tuttavia, è importante notare che questo contratto sposta alcuni rischi dal produttore all’acquirente.
L’acquirente accetta questi rischi perché spera di risparmiare sui costi energetici nel lungo periodo.
Applicazioni pratiche
Il calcolo delle emissioni di CO2 per kWh elettrico trova numerose applicazioni pratiche sia nel mondo aziendale che tra i consumatori.
Le aziende possono utilizzare questi dati tramite un software di calcolo della carbon footprint per valutare l’impatto ambientale delle proprie attività, impostare obiettivi di riduzione delle emissioni e monitorare i progressi nel tempo.
Questo approccio è fondamentale anche per la redazione di bilanci di sostenibilità e per rispondere alle richieste di trasparenza da parte di clienti e investitori.
I consumatori, invece, possono sfruttare il calcolo delle emissioni di CO2 per kWh elettrico per orientare la propria scelta verso fornitori di energia che privilegiano fonti rinnovabili, contribuendo così alla riduzione delle emissioni complessive.
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