Certificazioni e normative ambientali

ESRS: i nuovi 12 standard europei

OC Oliviero Carlini Aggiornato 29 Ott 2025 7 min di lettura

L’introduzione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) nel panorama aziendale europeo, avvenuta il 31 luglio 2023, segna un passo significativo verso la trasparenza e coerenza nella rendicontazione sulla sostenibilità.

Questi 12 standard, suddivisi in categorie ambientali, sociali, di governance e generali, diventano obbligatori per le imprese soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Progettati per garantire uniformità e chiarezza nel reporting ESG, gli ESRS pongono l’accento su valutazioni di materialità, verifiche indipendenti e copertura dettagliata degli impatti aziendali.

Scopriamo insieme quali sono e perché sono utili.

Cosa significa ESRS?

Gli ESRS sono una serie di standard di reporting sulla sostenibilità adottati dalla Commissione Europea il 31 luglio 2023.

Gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono obbligatori per tutti quei soggetti sottoposti alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).

Gli standard hanno l’obiettivo di garantire che le organizzazioni comunichino le informazioni legate al reporting di sostenibilità in modo coerente e trasparente (in linea con i principi ESG).

Gli ESRS richiedono alle società di:

  • compiere valutazioni di materialità per ogni aspetto legato alla sostenibilità, seguendo il principio della doppia materialità (informazioni rilevanti dal punto di vista finanziario e di impatto);
  • elaborare un report di sostenibilità devo rendicontare gli impatti materiali, rischi e opportunità identificati non solo nelle attività aziendali, ma anche lungo l’intera catena del valore;
  • le informazioni dovranno essere sottoposte a verifica da parte di un revisore indipendente (o di un dottore commercialista con l’abilitazione alla revisione di bilanci) prima di procedere al deposito della singola informativa.

Quanti sono gli ESRS?

Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standard) sono 12 e si dividono in quattro categorie:

  • generali;
  • ambientali;
  • sociali;
  • governance.

Scopriamo insieme come funziona ogni standard.

Standard generali

Gli standard generali sono i seguenti:

ESRS 1 – Prescrizioni generali: questo standard stabilisce i principi generali che le imprese devono rispettare quando preparano e presentano informazioni sulla sostenibilità in conformità con la Corporate Sustainability Reporting Directive CSRD. All’interno di questo standard sono inclusi i principi generali per la segnalazione ai fini degli ESRS, l’applicazione dei concetti CSRD e la divulgazione del bilancio di sostenibilità.

ESRS 2 – Informazioni generali: richiede alle aziende di segnalare informazioni generali, la strategia e il modello di business, la governance e la valutazione della materialità degli impatti, dei rischi e delle opportunità di sostenibilità

Standard ambientali

Gli standard ambientali sono i seguenti:

ESRS E1 – Cambiamenti climatici: si richiede alle aziende di divulgare informazioni riguardanti l’impatto dell’impresa sui cambiamenti climatici, gli sforzi messi in atto per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, come il cambiamento climatico influenza la strategia e il modello di business e la valutazione di materialità del cambiamento climatico.

ESRS E2 – Inquinamento: le aziende devono fornire informazioni su inquinamento di aria, acqua e suolo,

ESRS E3 – Acque e risorse marine: fornisce informazioni riguardo al consumo, prelievo e scarico di acqua, inclusi i corpi idrici sotterranei e superficiali, e sulle risorse marine. Inoltre, richiede di considerare l’estrazione e l’utilizzo delle risorse marine.

ESRS E4 – Biodiversità ed ecosistemi: fornisce informazioni su fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversità, impatti sulle specie e le connessioni con gli ecosistemi.

ESRS E5 – Uso delle risorse ed economia circolare: offre informazioni sugli ingressi e uscite di risorse, sui rifiuti, sull’ottimizzazione delle risorse e sui rischi legati alla transizione verso un’economia circolare. L’economia circolre viene definita come un sistema in cui il valore dei prodotti, materiali e altre risorse è mantenuto il più a lungo possibile, migliorando l’efficienza nell’uso durante la produzione e il consumo, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, minimizzando gli sprechi e il rilascio di sostanze pericolose in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.

Standard sociali

Gli standard sociali sono i seguenti:

ESRS S1 – Forza lavoro propria: fornisce informazioni sulla forza lavoro dell’azienda, sulle condizioni di lavoro, sull’accesso alle pari opportunità e su altri diritti legati al lavoro.

ESRS S2 – Lavoratori nella catena del valore: simile all’ESRS S1, ma richiede di considerare i lavoratori nella catena del valore dell’azienda.

ESRS S3 – Comunità interessate: fornisce informazioni sull’impatto delle operazioni e della catena del valore dell’azienda, inclusi prodotti, servizi e impatti sui diritti indigeni, civili, sociali ed economici, compresi acqua e servizi igienico-sanitari.

ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali: offre informazioni sugli impatti dei prodotti e/o servizi dell’azienda sui consumatori e utenti finali, compreso l’accesso a informazioni di qualità, privacy e protezione dei bambini. Non è richiesto considerare l’uso illecito o improprio dei prodotti o servizi.

Standard di governance

Gli standard di governance sono i seguenti:

ESRS G1 – Condotta delle imprese: fornisce informazioni sulle pratiche anti-corruzione e anti-concussione, sulla protezione degli informatori, sul lobbying politico e sulla gestione dei rapporti con i fornitori.

Cosa sono gli standard EFRAG?

L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) è l’ente responsabile di offrire consulenze tecniche sull’adozione e sull’applicazione dei principi contabili internazionali per conto della Unione Europea.

L’EFRAG si è occupata della redazione degli European Sustainability Reporting Standards ESRS e stabilisce le normative da rispettare nell’ottica della redazione del bilancio di sostenibilità.

Gli standard EFRAG per la relazione sulla sostenibilità rappresentano un primo passo significativo dell’Unione Europea verso una divulgazione trasparente degli impatti ambientali, sociali e di governance.

La Commissione Europea ha garantito l’allineamento e la potenziale interoperabilità con gli standard di rendicontazione come quelli della Global Reporting Initiative (GRI Standards).

Tuttavia, per effettuare una rendicontazione efficace sulla sostenibilità, è essenziale comprendere il tipo di informazioni da riportare e il modo corretto di misurarle.

Chi è obbligato a utilizzare gli Standard ESRS nella rendicontazione?

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) estende l’obbligo di utilizzare gli Standard ESRS per la rendicontazione a un numero crescente di aziende.

Dal 2025, le grandi imprese soggette alla direttiva NFRD, come le imprese quotate, banche e assicurazioni, con più di 500 dipendenti, 20 milioni di euro di stato patrimoniale e 40 milioni di euro di ricavi netti, dovranno adottare gli ESRS.

Dal 2026, la normativa si applicherà anche a aziende che soddisfano almeno due dei seguenti criteri: più di 250 dipendenti, 20 milioni di euro di stato patrimoniale o 40 milioni di euro di ricavi netti.

Dal 2027, coinvolgerà le piccole e medie imprese quotate (PMI), gli istituti di credito di piccole dimensioni e le imprese di assicurazioni dipendenti da un Gruppo.

Dal 2029, le imprese e le filiali con capogruppo extra-UE, che generano oltre 150 milioni di ricavi netti, saranno coinvolte.

Le ESRS saranno obbligatorie per la rendicontazione sulla sostenibilità secondo la CSRD, introducendo gradualmente obblighi di segnalazione sugli impatti, rischi e opportunità legati alla sostenibilità.

ESRS volontario: proporzionalità ed informativa

Lo standard ESRS volontario, proposto dall’EFRAG sustainability reporting, è un principio di rendicontazione di sostenibilità rivolto alle microimprese e PMI non quotate.

Pubblicato l’8 novembre 2023, questo standard unico promuove l’adozione volontaria di informazioni di sostenibilità adeguate insieme ai bilanci d’esercizio, anche per le imprese non soggette all’obbligo della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell’UE.

Il principio mira a sostenere tali imprese nel contribuire a un’economia più sostenibile, migliorare la gestione delle sfide ambientali e sociali, facilitare l’accesso ai finanziamenti e soddisfare la domanda di dati da parte di grandi imprese.

Il principio prevede moduli opzionali per la redazione del reporting, garantendo proporzionalità ed eliminando l’obbligo di analisi di materialità per le microimprese.

Il report, redatto annualmente insieme al bilancio, può essere presentato in una sezione separata della relazione sulla gestione.

L’informativa deve coprire questioni ambientali, sociali e di condotta aziendale, con metriche specifiche senza la necessità di valutazioni di materialità.

Conclusioni

In conclusione, gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) rappresentano un nuovo standard europeo introdotto dalla Commissione Europea nel 2023 per garantire una rendicontazione coerente e trasparente sulla sostenibilità.

Divisi in 12 standard, suddivisi nelle categorie generali, ambientali, sociali e di governance, gli ESRS sono obbligatori per aziende soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

L’EFRAG ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di questi standard, promuovendo allineamento con altre iniziative globali.

Mentre la CSRD impone progressivamente l’uso degli ESRS, un approccio volontario, proporzionale ed informativo è offerto per microimprese e PMI non quotate, contribuendo all’obiettivo di un’economia più sostenibile.

Vuoi misurare la tua carbon footprint?

Smetti di lavorare su Excel. Calcola le emissioni Scope 1·2·3 in modo conforme con Xcarbon.

Richiedi una consulenza
OC
Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.