Certificazioni e normative ambientali

CSRD: che cos’è la nuova direttiva europea

OC Oliviero Carlini Aggiornato 29 Ott 2025 5 min di lettura

Il tema della sostenibilità negli ultimi anni ha acquisito sempre una maggiore rilevanza.

L’Unione Europea aveva già introdotto la “Non Financial Reporting Directive – NFRD” (Direttiva 2014/95/UE) che in Italia era stata recepita tramite il Decreto legislativo 30 dicembre 2016 n. 254.

Per rafforzare questa normativa è stata pubblicata in gazzetta ufficiale UE la “Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD” (Direttiva 2022/2464) il 16 dicembre 2022.

Scopriamo insieme che cos’è la CSRD, cosa comporta e quali sono i potenziali benefici derivanti da questa normativa.

Che cos’è la CSRD?

La Corporate Sustainability Reporting Directive è una normativa realizzata dall’Unione Europea che impone alle imprese di grandi dimensioni di riferire sull’impatto delle iniziative aziendali e le iniziative ambientali, sociali e di governance (ESG).

Questa direttiva si colloca all’interno del piano del Green Deal Europeo e mira a favorire una transizione verso un’economia sostenibile.

L’obiettivo principale è quello di garantire maggiore trasparenza verso tutti quegli stakeholder (investitori, clienti, fornitori e altri soggetti) che vogliono approfondire gli impatti e i potenziali rischi aziendali.

Cosa prevede la direttiva CSRD?

La direttiva CSRD introduce alcuni nuovi obblighi per le imprese e incrementa il bacino di aziende a cui si applicano questi criteri.

Scopriamo insieme le principali novità.

Chi sono i destinatari della direttiva CSRD?

Con l’introduzione della Corporate Sustainability Reporting Directive viene esteso il numero di soggetti interessati.

Il numero di imprese coinvolte passerà da circa 11.600 a 49.000.

Dal 2025 (anno fiscale 2024) saranno soggette a questa nuova normativa tutte quelle grandi imprese che hanno l’obbligo di rendicontazione secondo il NFRD, come imprese quotate, banche e assicurazioni e sono:

  • numero di dipendenti maggiore di 500;
  • 20 milioni di euro di stato patrimoniale;
  • 40 milioni di euro di ricavi netti.

Dal 2026 (anno fiscale 2025) saranno soggette a questa normativa tutte quelle aziende che rispettino almeno due dei seguenti criteri:

  • numero di dipendenti maggiore di 250;
  • 20 milioni di euro di stato patrimoniale;
  • 40 milioni di euro di ricavi netti.

Dal 2027 (anno fiscale 2026) saranno coinvolte tutte quelle piccole e medie imprese quotate, gli istituti di credito di piccole dimensioni non complessi e le imprese di assicurazioni dipendenti da un Gruppo.

Dal 2029 (anno fiscale 2028) le imprese e figlie succursali con capogruppo extra-UE, nel caso in cui le capogruppo abbiano generato oltre 150 milioni di ricavi netti e rispettino i seguenti requisiti:

  • un’imprese figlia soddisfi i requisiti dimensionali della direttiva CSRD corporate sustainability reporting;
  • una succursale abbia generato ricavi netti superiori a 40 milioni di euro nell’esercizio precedente.

I contenuti della comunicazione sulla sostenibilità

All’interno della comunicazione sulla sostenibilità sarà necessario includere diverse informazioni.

I contenuti da includere all’interno della dichiarazione non finanziaria sono i seguenti:

  • stato attuale e progressi verso gli obiettivi ambientali, sociali e di governance dell’azienda (ESG);
  • i piani e le azioni per adattare il modello aziendale a un’economia sostenibile;
  • come viene messa in pratica la strategia aziendale in termini di sostenibilità,
    le modalità con cui il modello e la strategia tengono conto degli interessi degli stakeholders rilevanti;
  • le regole e le pratiche che l’azienda segue per essere sostenibile;
  • il ruolo dei responsabili aziendali nelle questioni ESG e possibili incentivi;
  • le misurazioni e gli indicatori per valutare le prestazioni in tutte queste aree;
  • come l’azienda affronta i rischi e le opportunità legate a questioni di sostenibilità;
  • gli impatti negativi delle attività aziendali e le azioni intraprese per controllarli;
    la descrizione delle procedure di due diligence di sostenibilità.

Inoltre la pubblicazione del bilancio di sostenibilità dovrà essere digitale.

Questo permetterà di far accedere in modo gratuito tutti gli stakeholder coinvolti e favorirà la reperibilità delle informazioni.

Per cominciare il percorso di miglioramento della sostenibilità della propria organizzazione, è possibile richiedere una consulenza di sostenibilità.

La doppia materialità nella Direttiva CSRD

La doppia materialità è il principio per cui le organizzazioni devono rendicontare su come i fattori ESG impattino l’azienda sia internamente che esternamente.

L’applicazione degli ESG riguarda due differenti punti di vista:

  • la materialità finanziaria (approccio outside in) permette alle aziende di identificare e comunicare i rischi o le opportunità legate a tematiche ambientali, sociali o di governance e come queste possano avere un impatto diretto sulle performance finanziarie dell’impresa;
  • la materialità esterna (approccio inside out) obbliga le aziende a presentare una rendicontazione societaria di sostenibilità riguardante l’impatto sull’ambiente, sui lavoratori e l’integrità della governance aziendale.

L’obiettivo ultimo della doppia materialità è quello di standardizzare la diffusione delle informazioni garantendo una maggiore trasparenza e responsabilità della singola azienda.

Gli standard di rendicontazione europei (ESRS)

Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono degli standard di rendicontazione sviluppati dal Gruppo consultivo europeo per la presentazione delle informazioni finanziarie (EFRAG).

Questi standard sono stati sviluppati su mandato della Commissione europea nell’ambito della Direttiva sulla presentazione delle informazioni non finanziarie e sulla diversità (CSRD).

Gli standard sono stati adottati il 31 luglio 2023 e sono obbligatori per tutte le società che rispettino i requisiti previsti dal CSRD.

Gli standard previsti sono stati riassunti all’interno di questa tabella.

Tabella ESRS – Elementi di Sostenibilità e Responsabilità Sociale

ESRS Descrizione
ESRS 1 Prescrizioni generali
ESRS 2 Informazioni generali
ESRS E1 Cambiamenti climatici
ESRS E2 Inquinamento
ESRS E3 Acque e risorse marine
ESRS E4 Biodiversità ed ecosistemi
ESRS E5 Uso delle risorse ed economia circolare
ESRS S1 Forza lavoro propria
ESRS S2 Lavoratori nella catena del valore
ESRS S3 Comunità interessate
ESRS S4 Consumatori e utilizzatori finali
ESRS G1 Condotta delle imprese

Conclusioni

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza e responsabilità delle imprese europee nei confronti della sostenibilità.

Estendendo gli obblighi di redazione della rendicontazione a un numero più ampio di aziende, la direttiva mira a coinvolgere un maggior numero di attori.

L’introduzione della doppia materialità sottolinea l’importanza di comunicare sia gli impatti interni che esterni legati agli aspetti ambientali, sociali e di governance.

Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) forniscono un quadro standardizzato per questa rendicontazione, garantendo uniformità e chiarezza.

Nel complesso, la CSRD promuove un approccio integrato alla sostenibilità, posizionando l’Europa come pioniere nella rendicontazione responsabile.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.