Dichiarazione non finanziaria: che cos’è e quando redigerla
Nel 2016 è stata introdotta una legge da parte dello stato italiano che sanciva l’introduzione della dichiarazione non finanziaria.
Questa dichiarazione è di carattere non finanziario e include informazioni sulle performance economiche, ambientali e sociali delle aziende.
Che cos’è la dichiarazione non finanziaria? Qual è la differenza con il bilancio di sostenibilità?
Scopriamolo insieme.
Cosa si intende per dichiarazione non finanziaria (DNF)?
Per favorire la competitività delle aziende sono stati introdotti degli standard che tengono in considerazione i principi di Corporate Social Responsibility.
I principali vantaggi derivanti dall’adozione di pratiche sostenibili sono:
- riduzione dei costi;
- migliori performance accompagnate da una spinta maggiore di innovazione;
- una maggiore trasparenza nei confronti dei propri stakeholder;
- adozione di una strategia sostenibile per il lungo periodo.
La dichiarazione non finanziaria è un documento in cui vengono evidenziate le implicazioni di natura etica del business e rappresenta le modalità di gestione adottate dai vertici aziendali per gestire le problematiche di impatto sociale ed etico.
Il decreto legislativo 254/2016 ha recepito una direttiva europea 2014/95/UE che obbliga le grandi aziende con almeno 500 dipendenti, uno stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro o ricavi superiori a 40 milioni di euro a fornire specifiche informazioni.
Con questa direttiva si introduce uno strumento di rendicontazione che garantisce la comunicazione di informazioni secondo precise regole.
Le informazioni che devono essere fornite sono le seguenti:
- la descrizione delle questioni ambientali come i consumi di risorse energetiche;
- la descrizione delle questioni sociali come la gestione dei rischi sul luogo di lavoro e strategie di sviluppo nei luoghi in cui l’azienda è presente;
- la gestione del personale come la lotta allo sfruttamento del lavoro minorile o del caporalato;
- il rispetto dei diritti umani;
- le politiche per l’anticorruzione attiva e passiva.
Queste informazioni riguardano aspetti di carattere sociale e ambientale.
Nel caso di informazioni mancanti sarà necessario che l’azienda giustifichi l’assenza di queste.
Lo scopo principale di questa dichiarazione è fornire una maggiore trasparenza a tutti quei portatori di interesse, detti anche stakeholder.
La Dichiarazione Non Finanziaria si inserisce nell’ambito delle strategie aziendali riguardanti le questioni sociali ed etiche e dovrà includere degli standard internazionali come il GRI (Global Reporting Initiative).
Dichiarazione non finanziaria: i soggetti obbligati
I soggetti obbligati a redigere la dichiarazione non finanziaria sono:
- enti di interesse pubblico come banche, assicurazioni e imprese di riassicurazione con almeno 500 dipendenti;
- società madri di gruppi di grandi dimensioni che hanno la qualifica di Enti di Interesse Pubblico.
Oltre ai 500 dipendenti è necessario o avere un stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro o registrare ricavi netti pari a 40 milioni di euro in un determinato anno.
Doppia Materialità nella DNF
Il concetto di Doppia Materialità è fondamentale nella redazione della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF).
Questo principio si riferisce alla necessità di considerare sia l’impatto finanziario che non finanziario delle attività aziendali.
In pratica, la DNF deve includere informazioni che siano rilevanti sia per la valutazione delle performance finanziarie dell’azienda sia per la comprensione degli impatti ambientali e sociali delle sue attività.
La Doppia Materialità permette di fornire una visione completa e integrata delle prestazioni aziendali, aiutando a identificare le aree di miglioramento e a sviluppare strategie di sostenibilità più efficaci.
Questo approccio è essenziale per garantire che le aziende non solo rispettino le normative, ma anche che adottino pratiche che contribuiscano a un futuro più sostenibile.
Vantaggi della DNF per le Imprese
La Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) offre numerosi vantaggi alle imprese che la adottano. Innanzitutto, migliora la trasparenza e la rendicontazione, permettendo alle aziende di comunicare in modo chiaro e dettagliato le proprie performance non finanziarie.
Questo aumento di trasparenza contribuisce a rafforzare la fiducia degli stakeholder, inclusi clienti, investitori e dipendenti.
Inoltre, la DNF aiuta le aziende a identificare le aree di miglioramento e a sviluppare strategie di sostenibilità più efficaci.
Un altro vantaggio significativo è il miglioramento della reputazione aziendale, poiché dimostra un impegno concreto verso pratiche etiche e sostenibili.
In sintesi, la DNF non solo risponde a un obbligo normativo, ma rappresenta anche un’opportunità per le aziende di distinguersi nel mercato e di costruire relazioni più solide con i propri stakeholder.
Come realizzare una dichiarazione non finanziaria
La dichiarazione può essere presentata come una sezione specifica della relazione sulla gestione allegata al bilancio o come documento singolo.
Le azioni per realizzare una dichiarazione non finanziaria sono le seguenti:
- realizzare un’analisi di materialità per individuare le tematiche importanti per gli stakeholder;
- stabilire gli obiettivi da raggiungere in un determinato arco di tempo;
- stabilire un codice etico condiviso;
- indicare i risultati ottenuti finora tramite la misura di specifici indicatori (e.g. come la riduzione della CO2 o la percentuale di utilizzo di energia elettrica derivante dafonti rinnovabili);
- stabilire i prossimi passi per conseguire un miglioramento.
I principi da rispettare per realizzare una dichiarazione non finanziaria efficace sono:
- trasparenza tramite l’inserimento di informazioni specifiche;
- essere realisti nello stabilire obiettivi che siano effettivamente raggiungibili;
- coinvolgimento dell’azienda per raggiungere più rapidamente gli obiettivi prefissati.
Origine e Obbligatorietà della DNF
La Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria (DNF) ha le sue radici nella Direttiva 2014/95/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, che ha introdotto l’obbligo di rendicontazione non finanziaria per le grandi imprese e gli enti di interesse pubblico.
In Italia, questo obbligo è stato recepito attraverso il decreto legislativo n. 254 del 30 dicembre 2016.
Questo decreto stabilisce che le aziende che superano determinati parametri di fatturato e numero di dipendenti devono redigere una DNF.
In particolare, l’obbligo riguarda le aziende con almeno 500 dipendenti, uno stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro o ricavi netti pari a 40 milioni di euro.
Questo strumento di rendicontazione è fondamentale per garantire la trasparenza e la comunicazione delle informazioni non finanziarie, contribuendo così a una gestione aziendale più responsabile e sostenibile.
Dichiarazione Non Finanziaria e bilancio di sostenibilità
La Dichiarazione non Finanziaria e il bilancio di sostenibilità rappresentano un modo per rendicontare le performance non finanziarie dell’azienda.
La Dichiarazione non Finanziaria rappresenta un obbligo di legge per alcune aziende.
Il bilancio di sostenibilità è una possibile scelta per tutte quelle aziende non obbligate alla redazione della DNF.
Si tratta di un documento che un’organizzazione redige una volta all’anno per comunicare gli esiti dell’attività per tutti quegli aspetti non finanziari.
Il bilancio di sostenibilità può fare conto su degli standard internazionali, come il Global Reporting Initiative, e dimostrare l’impegno dell’organizzazione secondo le dimensioni economica, sociale e ambientale.
Le aziende medie-piccole hanno sempre più interesse a fornire informazioni riguardo la gestione dei temi attinenti alla sostenibilità.
Il Parlamento Europeo, il 10 novembre 2022, ha approvato le nuove regole per il reporting di sostenibilità.
Le modifiche prevedono l’introduzione del principio di doppia materialità sia rendicontando l’impatto delle attività aziendali sull’ambiente sia gli effetti dei fattori di sostenibilità sulle performance finanziarie.
Una seconda modifica riguarderà l’estensione del perimetro di rendicontazione non finanziaria a tutta la catena del valore (compresa la fornitura).
L’implementazione avverrà nel seguente modo:
- dal 1° gennaio 2024 le imprese che già redigono la DNF dovranno applicare la nuova direttiva;
- dal 1° gennaio 2025 le grandi imprese non attualmente incluse dovranno adeguarsi;
- dal 1° gennaio 2026 toccherà alle PMI quotate.
Chi verifica la dichiarazione non finanziaria
Il legislatore italiano ha assegnato alla Consob il compito di stabilire le modalità di pubblicazione della dichiarazione non finanziaria.
Oltre a tutto ciò la Consob ha il compito di vigilare sulla redazione e la pubblicazione dei relativi documenti.
Le potenziali sanzioni possono essere pari a:
- con omessa stesura la sanzione può andare da 20.000€ a 100.000€;
- con omesso deposito la sanzione può andare da 20.000€ a 100.000€;
- per mancanza di conformità della dichiarazione al decreto legislativo 254/2016 la sanzione può andare da 20.000€ a 100.000€;
- nel caso di comunicazione di informazioni fasulle la sanzione può andare da 50.000€ a 150.000€.
Vuoi misurare la tua carbon footprint?
Smetti di lavorare su Excel. Calcola le emissioni Scope 1·2·3 in modo conforme con Xcarbon.
Richiedi una consulenza