Fonti rinnovabili e non rinnovabili: come funzionano
La società negli ultimi due secoli ha ricorso all’utilizzo di fonti di energia.
Le fonti di energia non sono tutte uguali e si dividono nelle categorie di energie rinnovabili e non rinnovabili.
Le diverse forme di energia possono essere classificate in base alla loro sostenibilità e impatto ambientale.
Quali sono le differenze tra le due risorse e quali sono le fonti rinnovabili di maggiore importanza?
Cos’è una fonte di energia?
Una fonte di energia è una risorsa dalla quale possiamo ricavare energia utilizzabile per vari scopi.
Alcuni dei principali scopi sono:
- produzione di energia elettrica
- trasporti
- riscaldamento e raffrescamento
- processi industriali
- agricoltura
L’utilizzo efficiente e sostenibile delle fonti di energia è cruciale per lo sviluppo economico, il progresso tecnologico e il miglioramento della qualità della vita
La differenza tra fonti rinnovabili e non rinnovabili
La differenza principale tra le due fonti di risorse riguarda la provenienza delle risorse.
Le fonti rinnovabili tendono a generarsi da fonti naturali e hanno la capacità di rigenerarsi. I vantaggi principale di questa fonte di energia sono:
- l’ampia disponibilità e la possibilità di rigenerarsi;
- l’impatto limitato sulla terra;
- i differenti costi di produzione e il minor impatto in termini di costi ambientali.
Le fonti non rinnovabili d’altro canto hanno le seguenti caratteristiche:
- si esauriscono durante il consumo e i tempi per rigenerare queste risorse possono essere di milioni di anni;
- hanno un impatto elevato sull’ambiente in termini di emissioni emesse;
- la combustione di queste fonti rilascia grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo significativamente al riscaldamento globale.
Negli ultimi anni il trend di transizione ecologica dalle fonti non rinnovabili a quelle rinnovabili è accelerato.
Risorse energetiche rinnovabili
I tipi di fonti di energia rinnovabili sono le seguenti:
- energia solare che permette di produrre elettricità grazie alla radiazione solare e viene convertita in energia grazie ai pannelli solari;
- energia eolica è una fonte di energia rinnovabile che sfrutta la potenza del vento e invece di essere dipendente dalla presenza del sole, dipende dalla quantità di vento disponibile in quell’area;
- energia idroelettrica adopera il movimento dell’acqua per generare corrente tramite l’installazione di dighe;
- energia da biomasse che utilizza i componenti di origine biologica e le reazioni che si verificano all’interno di questi microrganismi;
- energia geotermica che utilizza il calore delle terra tramite sorgenti termali o altre cavità dove è possibile raggiungere temperature elevate;
- energia marina invece si serve delle correnti marine e tramite dei generatori ad asse verticale o orizzontale produce energia elettrica.
Risorse energetiche non rinnovabili
La prima fonte di energia adoperata sono i combustibili fossili e sono responsabili della produzione di gas serra.
Queste materie prime si sono generate tramite dei processi durati milioni di anni.
Le principali fonti di energia sono:
- il petrolio da cui si ricavano dei derivati come il diesel, la benzina e altri prodotti;
- il carbone che è stato il primo materiale ampiamente utilizzato durante la rivoluzione industriale;
- il gas metano o gas naturale che viene ampiamente utilizzato all’interno delle case.
Durante il processo di generazione dell’energia vengono emesse le emissioni di CO2 ed è possibile procedere alla compensazione di queste emissioni.
Un altro tipo di fonte non rinnovabile sono i combustibili nucleari che adoperano l’uranio tramite il processo di fissione nucleare.
Le risorse energetiche non rinnovabili sono i principali responsabili del cambiamento climatico.
L’impatto delle fonti di energia sull’ambiente
L’impatto delle fonti di energia sull’ambiente è un argomento di grande rilevanza, soprattutto in un’epoca in cui la sostenibilità è al centro delle preoccupazioni globali.
Le fonti di energia possono influenzare l’ambiente in modi diversi, sia positivi che negativi.
Le fonti di energia rinnovabili, come l’energia solare, eolica e idroelettrica, sono note per il loro basso impatto ambientale. Queste fonti non producono emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica, che sono tra i principali responsabili del cambiamento climatico.
Al contrario, le fonti di energia non rinnovabili, come il carbone, il petrolio e il gas naturale, hanno un impatto ambientale molto più significativo. La combustione di queste fonti rilascia grandi quantità di gas serra, contribuendo all’inquinamento atmosferico e al riscaldamento globale.
Inoltre, i processi di estrazione e lavorazione di queste risorse possono causare la distruzione di ecosistemi, la contaminazione delle acque e del suolo, come anche altri danni ambientali.
Oltre agli aspetti ambientali, l’uso delle fonti di energia rinnovabili può avere benefici economici e sociali. Queste fonti possono creare nuovi posti di lavoro e stimolare l’economia locale, mentre le fonti non rinnovabili possono avere effetti negativi sull’economia a lungo termine, a causa della loro natura esauribile e dei costi associati all’inquinamento.
In conclusione, l’impatto delle fonti di energia sull’ambiente è un tema di fondamentale importanza.
Promuovere l’uso delle fonti di energia rinnovabili e ridurre la dipendenza dalle fonti non rinnovabili è essenziale per proteggere il nostro pianeta e garantire un futuro sostenibile per le prossime generazioni.
Le energie rinnovabili in Italia
In Italia il fabbisogno annuale di energia elettrica è stato di 295,8 TWh nel 2022.
Per settore il consumo di energia elettrica è stato pari a:
- per l’industria 130 TWh (44% del consumo totale);
- per i servizi 94,7 TWh (32% del consumo totale);
- in ambito domestico 64,5 TWh (22% del consumo totale);
- in agricoltura 6,6 TWh (2% del consumo totale)
La suddivisione per fonte di energia è la seguente:
- termoelettrica ha coperto il 63,9% della produzione;
- energia idroelettrica il 10,2%;
- l’energia fotovoltaica l’9,5%;
Conclusioni
Le energie rinnovabili sono in forte crescita, ma ancora lontane dal coprire l’intero fabbisogno della rete.
Il calcolo del fabbisogno totale deve tenere conto delle perdite e delle dispersioni della rete, inoltre bisogna considerare la corrispondenza tra il prelievo dalla rete e l’immissione di energia che richiede l’utilizzo di impianti di stoccaggio.
Per migliorare la gestione dell’energia è possibile ricorrere alle smart grid che permettono di gestire in modo più efficace la rete elettrica.
Inoltre le aziende possono puntare a limitare i costi tramite interventi di efficientamento energetico.
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