Carbon accounting

PPM CO2: che cos’è e perché è importante?

OC Oliviero Carlini Aggiornato 12 Giu 2026 4 min di lettura

Il cambiamento climatico sta comportando degli effetti evidenti sul nostro pianeta.

Per comprendere come funziona il nostro pianeta è necessario approfondire il concetto di PPM CO2.

Questo valore rappresenta la concentrazione di CO2, una molecola fondamentale nell’effetto serra e nel riscaldamento globale.

Esploriamo insieme il concetto dei ppm, i metodi di misurazione e la crescente preoccupazione legata all’aumento accelerato della concentrazione di CO2 in atmosfera.

Cosa sono i ppm CO2?

I ppm di CO2, abbreviazione di “parti per milione di anidride carbonica”, costituiscono un indicatore fondamentale per valutare la concentrazione di gas serra nell’atmosfera.

Questo parametro cruciale riflette la quantità di anidride carbonica presente, espressa come il numero di molecole di biossido di carbonio in rapporto a un milione di molecole nell’aria circostante.

Nel caso di anidride carbonica si indica il numero di molecole che contengono biossido di carbonio in rapporto ad un milione di molecole nell’aria.

Cosa significa 400 parti per milione?

Per 400 ppm si sta indicando che in un milione di molecole d’aria ne sono presenti 400 di anidride carbonica.

Negli ultimi anni, complice l’aumento delle emissioni di gas serra, il numero di molecole di anidride carbonica ha superato una media di 400 parti per milione ppm.

L’aumento dei livelli di CO2 in atmosfera è una delle principali cause dell’effetto serra e del riscaldamento globale.

Secondo l’ultimo report della National Ocean and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti, tramite l’osservatorio di mauna Loa alle Hawaii, nel 2023 è stato raggiunto il record di 424 parti per milione.

Lo stesso dato è stato confermato da Scripps Institute of Oceanography dell’università di San Diego in California.

L’ultima volta che il pianeta terra ha raggiunto dei valori di questo tipo è avvenuto circa 3-5 milioni di anni fa.

Perché misurare la concentrazione di anidride carbonica?

Il crescente aumento della CO 2 in atmosfera ha effetti concreti sul nostro pianeta.

L’aumento delle concentrazioni di gas climalteranti causa un aumento dell’assorbimento della radiazione termica emessa dalla Terra, trattenendo una maggior parte del calore in atmosfera.

Le conseguenze più evidenti possono essere l’innalzamento del livello dei mari, eventi climatici estremi e la perturbazione degli ecosistemi.

Come si calcola la quantità di CO2?

Come detto in precedenza, per calcolare la quantità di CO 2 presente nell’aria è necessario adoperare la seguente formula.

La formula è la seguente:

  • Concentrazione in PPM = (molecole di CO2 ÷ molecole di aria) * 1.000.000
  • Concentrazione in PPM = (400 ÷ 1.000.000) * 1.000.000 = 400 ppm

Come si misura la quantità di CO2?

La concentrazione di CO2 in atmosfera si misura tramite diverse tecnologie.

Di seguito trovi i primi due metodi che si basano su misurazione diretta di concentrazione di anidride carbonica:

  • il primo metodo di misurazione è dato da sensori di CO 2 che misurano la concentrazione in un determinato ambiente;
  • il secondo metodo si basa sul campionamento dell’aria dove si prelevano dei campioni di aria e si analizzano all’interno di un laboratorio.

Esistono altri tre metodi per misurare la quantità di anidride carbonica che si basano su stime o raccolta di dati e sono:

  • stima basata su specifiche attività in base ad esempio al tipo di combustibile utilizzato e il calcolo della carbon footprint di un’azienda viene fatto tramite dei fattori di emissione, come nel caso del calcolo della CO2 equivalente;
  • la seconda stima viene fatta tramite osservazioni di dati satellitari per monitorare i dati su larga scala e tramite appositi modelli si stimano le emissioni prodotte;
  • la terza stima viene fatta aggregando i dati dei gas serra emessi in una specifica area geografica o in un settore.

La metodologia principale utilizzata dalle aziende è il calcolo della carbon footprint che permette di equiparare diversi gas serra come metano (CH4), il protossido di azoto (N2O) e l’anidride carbonica stessa.

Solitamente viene fatto tramite una piattaforma di gestione delle emissioni.

Quanto deve essere il livello di CO2?

Non esiste un livello standard di CO2 in atmosfera da mantenere, ma la preoccupazione maggiore è data dall’accelerazione della concentrazione in atmosfera.

Prima dell’era industriale le concentrazioni di CO2 nell’aria era intorno a 280ppm e negli ultimi, soprattutto a partire dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stato registrato un aumento fino a oltre 400 parti per milione.

Tabella CO 2 Concentrazione

CO 2 Concentrazione Percentuale di CO2 in volume d’aria Effetti
400 ppm 0.04% Aria esterna normale
400-1,000 ppm 0.04-0.1% Livelli di CO 2 tipici trovati in uffici
1,000-2,000 ppm 0.1-0.2% Lamentele comuni di sonnolenza o scarsa qualità dell’aria
2,000-5,000 ppm 0.2-0.5% Mal di testa, affaticamento, stagnazione, sensazione di chiusura, scarsa concentrazione, perdita di attenzione, aumento della frequenza cardiaca, nausea
> 50,000 ppm > 5% Tossicità dovuta alla privazione di ossigeno
> 100,000 ppm > 10% Privazione di ossigeno in pochi secondi: convulsioni, coma e morte

Conclusioni

Il monitoraggio accurato della CO2 è essenziale per comprendere l’impatto ambientale.

Sebbene non esista un livello standard, l’accelerazione dalle concentrazioni preindustriali a oltre 400 ppm solleva timori.

La comprensione di come misurare e mitigare questa tendenza è fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico in corso.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.