Transizione ecologica: che cos’è e come funziona
Nel 2021 sono state generate nel mondo 37.857.000.000 tonnellate di CO2.
La transizione ecologica è il percorso da intraprendere per diminuire le emissioni prodotte e limitare il fenomeno del cambiamento climatico.
Ma che cos’è la transizione ecologica e quali sono le azioni da compiere?
Scopriamolo insieme in questo articolo.
Che cosa si intende per transizione ecologica?
La transizione ecologica è un processo di trasformazione e innovazione della società con l’obiettivo di ridurre l’impatto derivante dalle attività umane e costituire un modello di sviluppo sostenibile.
Per attività umane intendiamo tutti quei processi che immettono direttamente nell’atmosfera dei gas a effetto serra.
Tramite la transizione ecologica si mira a bilanciare le esigenze della società e permettere quindi alle generazioni future di avere risorse sufficienti a sopravvivere.
Le aree su cui intervenire sono differenti.
Trovi di seguito alcuni esempi per aiutarti a comprendere l’impatto che questi interventi hanno sulla società.
Quali sono i punti della transizione ecologica?
La transizione ecologica è un elemento fondamentale del piano Next Generation EU e rappresenta una direzione essenziale per il futuro sviluppo dell’Unione Europea.
La seconda Missione del piano, chiamata “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica“, si concentra su diversi aspetti importanti.
Questa missione è parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e recepisce alcune direttive previste all’interno del Green Deal Europeo.
Componente 1 – Agricoltura sostenibile ed economia circolare
La Componente 1 della Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica si concentra sulla filiera agricola e alimentare e sulla filiera dei rifiuti, trasformando i rifiuti in risorse secondo i principi dell’economia circolare.
Gli investimenti mirano a migliorare la gestione dei rifiuti, potenziare la raccolta differenziata, sviluppare nuovi impianti di trattamento e colmare il divario tra le regioni italiane.
Sono previsti progetti innovativi per settori specifici come il riciclo di apparecchiature elettroniche, carta, tessile e plastica.
Si punta inoltre a una filiera agricola e alimentare più sostenibile, riducendo l’impatto sul nostro ambiente..
Componente 2 – Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile
La Componente 2 della Missione 2 del PNRR, “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, mira a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione attraverso cinque linee di riforme e investimenti:
- Incremento delle energie rinnovabili: aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili.
- Potenziamento delle infrastrutture di rete: migliorare e digitalizzare le reti energetiche per gestire l’aumento di energia rinnovabile e renderle più resilienti.
- Promozione dell’idrogeno: sostenere la produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno in linea con le strategie nazionali ed europee.
- Mobilità sostenibile: sviluppare un trasporto locale più sostenibile per ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità della vita e diminuire la congestione del traffico.
- Sviluppo di catene di fornitura competitive: favorire la creazione di filiere produttive in Italia per ridurre la dipendenza dalle importazioni di tecnologie
Componente 3 – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
La Componente 3 della Missione 2 del PNRR, “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici“, mira a ridurre i consumi energetici, abbattere le emissioni di CO2, migliorare la sicurezza sismica e le condizioni abitative.
Questa componente si articola in tre obiettivi principali:
- Migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici pubblici, con focus su scuole e cittadelle giudiziarie.
- Introdurre incentivi temporanei per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico degli edifici privati e dell’edilizia sociale, tramite detrazioni fiscali.
- Sviluppare sistemi di teleriscaldamento efficienti.
Componente 4 – Tutela del territorio e della risorsa idrica
La Componente 4 della Missione 2 del PNRR, “Tutela del territorio e della risorsa idrica”, punta a proteggere l’ambiente e la biodiversità attraverso azioni mirate.
Tramite un sistema avanzato di monitoraggio e previsione, basato su tecnologie di sensoristica e dati satellitari, sarà essenziale per identificare i rischi ambientali e definirne le risposte ottimali.
Gli investimenti previsti permetteranno di mitigare il rischio idrogeologico e tutelare foreste, suolo, mare e aria, migliorando la qualità della vita dei cittadini.
Inoltre sarà data priorità alla gestione sostenibile delle risorse idriche, con interventi sugli invasi, completamento di progetti idrici e miglioramento della qualità dell’acqua.
Perché è necessaria una transizione ecologica?
La transizione ecologica è importante perché permette di affrontare in maniera efficace le sfide ambientali che attualmente si stanno presentando.
Senza un piano di investimenti per centinaia di miliardi di euro, la transizione ecologica non è possibile.
La transizione ecologica è un processo che richiede alcuni decenni perché è necessario cambiare le fondamenta su cui si basa attualmente la società.
Ogni organizzazione è necessario che si doti di un piano di decarbonizzazione.
Cosa possiamo fare per la transizione ecologica?
Le imprese ricopriranno un ruolo centrale nella transizione ecologica.
Le imprese hanno la possibilità di intraprendere un percorso verso le emissioni zero.
Gli step da seguire per favorire la transizione ecologica sono i seguenti:
- misurare le emissioni prodotte derivante dai propri processi e dall’utilizzo di fonti energetiche;
- impostare obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra che permettano una riduzione in modo graduale;
- compiere azioni specifiche per ridurre l’impatto ambientale;
- comunicare all’esterno il proprio impegno e conseguire quindi un vantaggio competitivo rispetto ad altre aziende.
Per le aziende i principali benefici derivanti dall’adozione di comportamenti sostenibili sono:
- migliorare i ritorni sull’investimento derivanti dalla diminuzione dei costi o dall’aumento dei ricavi;
- ricevere con più facilità fondi da investitori che prioritizzano la sostenibilità all’interno dei propri piani di investimento;
- fidelizzare tutti quei clienti che hanno un maggior interesse a sposare i valori di un’azienda sostenibile.
Conclusioni
La transizione ecologica è un processo lungo che richiede tempo, pianificazione e investimenti.
I cambiamenti climatici hanno un impatto sempre maggiore sul nostro pianeta.
Sono state previste dall’Italia delle misure concrete al fine di favorire questa transizione ecologica che riguardano i seguenti ambiti:
- Economia circolare e gestione dei rifiuti;
- Fonti di energia rinnovabile e sviluppo di soluzioni basate sull’idrogeno;
- Transizione energetica e miglioramento delle infrastrutture idriche;
- Efficienza energetica degli edifici;
- Contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico.
Le aziende possono giocare un ruolo cruciale tramite degli investimenti mirati.
I principali benefici derivanti dall’adozione di questi comportamenti riguardano:
- il miglioramento dell’immagine dell’azienda;
- una diminuzione dei costi o un miglioramento dei ricavi;
- una maggiore facilità di accesso ad opportunità di finanziamento.
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