Economia circolare: tutto quello che c’è da sapere
Ogni anno all’interno dell’Unione Europea si producono circa 2,1 miliardi di tonnellate di rifiuti.
Per gestire questa massa di rifiuti è necessario dotarsi di politiche di gestione con lo scopo di riciclare e recuperare questi materiali.
La Commissione Europea gioca un ruolo fondamentale nella promozione dell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti attraverso piani d’azione e normative specifiche.
L’economia circolare è l’insieme di pratiche che può permettere l’ottenimento di valore aggiunto da parte delle imprese e comporta la diminuzione degli sprechi lungo tutta la supply chain.
Che cos’è l’economia circolare?
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che si basa sulla condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.
L’obiettivo è migliorare quindi la gestione delle risorse diminuendo i rifiuti e generando maggior valore per le imprese.
I principi fondamentali sono:
- Ridurre: l’obiettivo in questo caso è quello di minimizzare l’utilizzo delle risorse.
- Riciclare: questo principio prevede di trasformare i rifiuti in nuove risorse.
- Riutilizzare: i prodotti o gli oggetti possono essere usati di nuovo o pensati per scopi diversi.
- Rigenerare: i prodotti rotti possono essere riaggiustati allungando i loro cicli di vita.
- Compostare: questa pratica prevede la trasformazione di rifiuti organici in concime o biocombustibili.
È fondamentale sviluppare la giusta formazione acquisendo competenze in materia di sostenibilità per implementare efficacemente questi principi e promuovere l’economia circolare.
Inoltre l’economia circolare genera benefici non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico e sociale.
Storia e sviluppo dell’economia circolare
L’economia circolare ha le sue radici negli anni Sessanta, quando Kenneth E. Boulding pubblicò l’articolo “The Economics of the Coming Spaceship Earth”.
Tuttavia, è solo negli ultimi anni che questo modello è diventato un paradigma di riferimento per le aziende di tutto il mondo.
La Ellen MacArthur Foundation ha giocato un ruolo fondamentale nella promozione dell’economia circolare, imponendola come un modello di riferimento a partire dal 2010.
Grazie al lavoro di questa fondazione, molte aziende hanno iniziato a rivedere i loro processi produttivi e ad adottare pratiche più sostenibili, contribuendo così alla diffusione globale dell’economia circolare.
Differenze tra economia lineare e economia circolare
Per comprendere le differenze tra economia lineare ed economia circolare vengono mostrare di seguito le principali differenze:
| Aspetto | Economia Lineare | Economia Circolare |
|---|---|---|
| Modello | “Prendi-produci-usa-getta” | “Riduci-riusa-ricicla” |
| Uso delle risorse | Sfruttamento intensivo | Utilizzo ridotto e sostenibile |
| Focus | Produzione e consumo | Riutilizzo e rigenerazione |
| Rifiuti | Genera grandi quantità | Minimizza la produzione |
| Materie prime | Dipendenza da materie vergini | Usa materiali riciclati e rinnovabili |
| Ciclo di vita dei prodotti | Breve | Prolungato |
| Impatto ambientale | Elevato | Ridotto |
I vantaggi e gli svantaggi dell’economia circolare
I principali vantaggi di un’economia circolare sono:
- la riduzione di emissioni nell’ambiente;
- una superiore disponibilità di materia prima grazie ai materiali provenienti dalle filiere di riciclo;
- l’estensione del ciclo di vita dei prodotti
- la diminuzione di materiali di scarto alla fine del ciclo di vita;
- un aumento della competitività da parte delle imprese con relativo aumento del PIL; l’aumento dei posti di lavoro.
Il Parlamento europeo ha adottato misure per promuovere l’economia circolare, sottolineando l’importanza di normative più severe sul riciclo e obiettivi ambiziosi per la sostenibilità ambientaleentro il 2050.
I principali svantaggi dell’economia circolare sono:
- l’investimento in fase iniziale di alcune risorse per permettere l’adozione di uno dei modelli di business circolari;
- l’assenza in alcuni casi di legislazioni o incentivi a supporto della transizione ecologica a questo modello economico.
I modelli di business circolari
Nel libro “Waste to Wealth: The Circular Economy Advantage” vengono definiti 5 modelli di business circolari che permettono di far conseguire alle imprese un vantaggio competitivo. Questi modelli di business vengono anche definiti come i 5 pilastri dell’economia circolare.
I modelli di business circolari sono:
- la filiera circolare o l’utilizzo di materie sostenibile che permette alle aziende di approvvigionarsi di materiali provenienti da filiere del riciclo con vantaggi in termini di riduzione del rischio, stabilità dei prezzi e forniture a lungo termine;
- il secondo modello è il recupero e riciclo che prevede la progettazione delle componenti di un prodotto con l’obiettivo di recuperarle o rilavolarle;
- il terzo modello è l’estensione del corso di vita di un prodotto tramite la rivendita, la riparazione o l’aggiornamento, il ricondizionamento e la rigenerazione;
- le piattaforme di condivisione che possono essere indicate con il termine di “sharing economy” dove si prevede uno scambio o un utilizzo condiviso;
- il prodotto come servizio dove le aziende mantengono la proprietà del prodotto e lo offrono a più clienti.
Enel X ha sviluppato il Modello CirculAbility© per misurare le performance di sostenibilità, dimostrando il suo impegno nella transizione energetica e nella sostenibilità ambientale.
Esempi di economia circolare
L’economia circolare è un modello di business applicabile a diversi settori.
Nell’agricoltura è possibile applicare le seguenti azioni:
- riduzione e riutilizzo degli scarti alimentari;
- coltivazione aeroponica;
- gestione dell’acqua e del suolo;
- digestione anaerobica con relativa produzione di energia.
Nel settore dell’energia è possibile applicare le seguenti azioni circolari:
- passare ad una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
- fare uso di biocombustibili;
- ricondizionare la rete elettrica;
- creare infrastrutture di stoccaggio dell’energia elettrica.
Nel settore dell’edilizia alcune azioni che si possono compiere sono:
- riciclo di materiali come cemento e cartongesso;
- adoperare nuovi materiali di costruzione sostenibili;
- riutilizzare i materiali di demolizione;
- affittare spazi inutilizzati;
- adottare pratiche di progettazione che permettano la riduzione dei consumi energetici.
Nel settore dell’automotive è possibile applicare alcune delle seguenti azioni:
- l’elettrificazione dei veicoli;
- la manutenzione predittiva e servizio di riparazione;
- il car sharing;
- l’ottimizzazione dei carichi delle spedizioni.
Molte di queste azioni sono applicabili a tutti i settori produttivi. Tramite l’applicazione dei modelli di business circolari è possibile per le imprese ottenere maggior valore dalla produzione e diminuire i relativi sprechi.
Conclusioni
L’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma fondamentale nel nostro approccio alla produzione e al consumo.
Passando dal modello lineare “prendi-produci-usa-getta” a un sistema basato su riduzione, riuso e riciclo, possiamo ridurre l’impatto ambientale.
I vantaggi principali riguardano la riduzione delle emissioni e degli sprechi, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti, fino alla creazione di nuove opportunità di lavoro e innovazione.
Nonostante gli ostacoli iniziali, come la necessità di investimenti e l’adeguamento normativo, l’economia circolare offre un percorso sostenibile per il futuro.
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