Decarbonizzazione

Carbon neutrality: tutto quello che c’è da sapere

OC Oliviero Carlini Aggiornato 12 Giu 2026 7 min di lettura

Per comprendere appieno l’importanza del cambiamento climatico e delle azioni necessarie per affrontarlo, è fondamentale acquisire una chiara comprensione della terminologia di “carbon neutrality” o neutralità carbonica.

L’approccio adottato da ogni organizzazione per gestire le emissioni di CO2, può essere differente.

In quali casi un’azienda decide di compensare le proprie emissioni e in quale altro stabilisce un piano di riduzione delle emissioni?

Scopriamolo insieme.

Cosa si intende con l’espressione Carbon Neutrality?

La carbon neutrality prevede che un’organizzazione, un’azienda, una comunità o anche una persona stia compensando completamente le loro emissioni nette di gas serra.

Il concetto di carbon neutrality si riferisce all’equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte e quelle rimosse dall’atmosfera.

L’obiettivo principale delle organizzazioni che adottano questa strategia è quello di raggiungere un livello in cui le emissioni di CO2 generate durante le loro attività sono completamente compensate dalla rimozione della stessa quantità di CO2 dall’ambiente

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) definisce la neutralità carbonica come la situazione in cui l’emissione di gas serra emessi viene compensata da attività di riduzione, evitamento o sequestro.

La fase di carbon neutral, detta anche carbon zero, si raggiunge quando vi è un impatto zero a livello climatico.
In questa fase quindi si azzerano o si neutralizzano le emissioni di CO2.

Le organizzazioni e i paesi per raggiungere la carbon neutrality stanno adottando nuove tecnologie di decarbonizzazione.

I benefici di raggiungere la carbon neutrality

Un’organizzazione che decida di raggiungere la carbon neutrality, può ottenere i seguenti benefici.

Un’organizzazione che diventa carbon neutral dimostra il proprio impegno nel mitigare i cambiamenti climatici e si assume la responsabilità di gestire le emissioni di carbonio.

Un secondo beneficio deriva dal miglioramento della reputazione e migliora la propria immagine agli occhi di clienti, investitori e partner.

Un terzo beneficio riguarda il potenziale risparmio di costi derivante dalla scelta di adottare fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica.

Il quarto beneficio riguarda l’adattamento a regolamentazione future. I governi in futuro adotteranno politiche sempre più stringenti in termini di inquinamento e chi avrà perseguito un obiettivo di essere carbon neutral sarà in una posizione di privilegio.

Il quinto e ultimo beneficio riguarda lo sviluppo di tecnologie sostenibili e soluzioni a basse emissioni di carbonio che accelerano l’innovazione tecnologica di un’organizzazione.

Gli ostacoli nel raggiungimento della carbon neutrality

Il primo ostacolo che un’organizzazione può incontrare riguarda il costo iniziale da sostenere.
L’implementazione di nuove tecnologie prevede di sviluppare un piano finanziario adeguato a gestire gli investimenti sostenibili.

Il secondo ostacolo riguarda la dipendenza da fonti fossili.
Alcune organizzazioni dipendono ancora in larga misura dai combustibili fossili e il cambiamento richiesto prevede una fase di transizione di anni.

Il terzo ostacolo riguarda la supply chain delle organizzazioni.
Un’organizzazione che decida di coinvolgere i propri fornitori in una transizione sostenibile può incontrare alcune difficoltà.
Alcune catene di fornitura prevedono più livelli e non è semplice coinvolgere tutti nel diventare carbon neutral. Questo si può fare anche tramite un piano di decarbonizzazione.

Un quarto ostacolo riguarda il cambiamento a livello di cultura aziendale.
La transizione verso la carbon neutrality richiede ad un’organizzazione di cambiare il proprio modello organizzativo.
Alcuni dipendenti o altri stakeholder potrebbero non essere pienamente d’accordo con questi cambiamenti.

Il quinto e ultimo ostacolo riguarda i progetti di offset.
Di recente sono stati sollevati dei dubbi riguardo l’affidabilità di progetti di compensazione delle emissioni.
Alcuni progetti infatti sovrastimavano l’impatto e in alcuni casi non vi era alcun beneficio per l’ambiente.

Dopo aver compreso quali sono i benefici e i potenziali ostacoli, scopriamo come si diventa carbon neutral.

Come si diventa carbon neutral?

Il processo per diventare carbon neutral si basa su tre fasi.
Scopriamole insieme.

Calcolo della propria carbon footprint

Il primo passaggio è quello di misurare l’attuale livello di emissioni.
Il livello di emissioni può essere misurato con il metodo della LCA (Life Cycle Assessment) e della propria carbon footprint.

Le emissioni prese in considerazione in questo caso includeranno il ciclo di vita di un prodotto dal momento dell’estrazione a quello dello smaltimento.

Tramite un calcolatore di carbon footprint sarà possibile quantificare le emissioni tramite diverse categorie:

  • scope 1 che includono tutte le emissioni generate dagli impianti e dall’azienda in modo diretto;
  • scope 2 che sono legate alla produzione di energia elettrica o termica;
  • scope 3 che riguarda le attività non controllate in modo diretto dall’azienda (trasporti legati alla logistica, smaltimento rifiuto e altre attività).

Le emissioni prodotte da un’azienda non riguardano solo l’anidride carbonica, ma vi sono altri gas serra.

Ogni gas serra viene trasformato in CO2 equivalente in modo da poter paragonare le emissioni prodotte.

I risultati possono essere i tre seguenti:

  • se il risultato è carbon neutral, questo vuol dire che i gas serra prodotti sono bilanciati da attività di rimozione dell’anidride carbonica;
  • se il risultato è climate positive o carbon negative, in questo caso l’attività non ha un impatto negativo e fornisce un beneficio all’ambiente perché è in grado di rimuovere l’anidride carbonica;
  • nel caso di impatto negativo, l’attività produce più emissioni di quelle che è in grado di compensare ed è necessario valutare alcune strade per raggiungere la carbon neutrality.

Riduzione delle emissioni di CO2

Una volta che tutte le emissioni sono state misurate si procederà con un piano di riduzione di queste.

Alcune delle scelte che si possono compiere da parte di un’azienda sono:

  • la sostituzione di materiali vergini con quelli riciclati;
  • la scelta di compagnie energetiche che forniscano esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili;
  • compiere il riciclo di materiali di scarto;
  • compiere degli interventi di efficienza energetica e diminuire i relativi consumi.

Offset delle emissioni residue

Una quota delle emissioni prodotte non sarà possibile ridurla.

In questo caso, si può compensare l’impatto attraverso azioni che assorbono o rimuovono la stessa quantità di emissioni prodotte.

Per essere carbon free, le aziende possono decidere quindi di finanziare progetti che compensino le emissioni non riducibili (come la riforestazione di una determinata area).

Il meccanismo dei crediti di carbonio permette a chi riduce le proprie emissioni di ottenere un credito e chi vuole ripianare i gas serra prodotti, può decidere di acquistare questo credito.

Sarà necessario monitorare costantemente le emissioni e le azioni di compensazione per garantire che il bilancio sia sempre in equilibrio e che l’organizzazione o l’individuo rimanga veramente carbon neutral.

Carbon neutrality entro il 2050

L’Unione Europea mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e quindi un’economia con emissioni nette zero di gas serra.

Questo obiettivo è al centro dell’European Green Deal e in linea con l’impegno dell’UE per l’azione globale sul clima nell’ambito dell’Accordo di Parigi.

Tutti i settori della società e dell’economia giocheranno un ruolo:

  • settore energetico;
  • settore industriale;
  • mobilità;
  • edifici;
  • agricoltura.

La Commissione ha presentato la sua visione di un’Unione Europea climaticamente neutrale nel novembre 2018, analizzando tutti i settori chiave ed esplorando percorsi per la transizione.

La visione della Commissione è in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C e sforzarsi di mantenerlo entro 1,5°C.

Gli Stati membri dell’UE sono tenuti a sviluppare strategie nazionali a lungo termine su come intendono raggiungere le riduzioni delle emissioni di gas serra necessarie per rispettare gli impegni presi.

Conclusioni

La carbon neutrality è un obiettivo che deve essere perseguito da tutte quelle organizzazioni che producono emissioni di gas serra.

La carbon neutrality rappresenta l’equilibrio tra le emissioni prodotte di gas serra e quelle rimosse dall’ambiente tramite progetti di riduzione o di compensazione.

I benefici sono diversi, come anche gli ostacoli.
Un’organizzazione che decida di perseguire questo obiettivo deve essere consapevole del processo per raggiungere questo obiettivo e pianificare specifiche azioni per raggiungerlo.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.