Certificazioni e normative ambientali

Indicatori di sostenibilità ambientale: quali sono?

OC Oliviero Carlini Aggiornato 29 Ott 2025 10 min di lettura

Gli indicatori di sostenibilità ambientale rappresentano uno strumento fondamentale per valutare le performance di un’azienda in termini di impatto sull’ambiente. 

Questi indicatori permettono di misurare e monitorare nel tempo l’efficacia delle pratiche sostenibili adottate, fornendo un quadro completo delle prestazioni economiche, ambientali e sociali.

Scopriamo insieme che cosa sono, quali sono dei possibili indicatori ambientali, qual è il processo da seguire per usare al meglio un indicatore e se sono presenti delle normative obbligatorie da seguire.

Indicatori di sostenibilità ambientale: cosa sono

Gli indicatori di sostenibilità ambientale sono degli strumenti che permettono di valutare le performance economiche, ambientali e sociali di una singola azienda e come questi dati si evolvono nel tempo.

Inoltre questi indici evidenziano le sfide e le opportunità legate al loro utilizzo nella gestione delle strategie ESG.

Gli indicatori sono importanti perché:

  • forniscono un riferimento per valutare l’impegno delle aziende verso pratiche sostenibili;
  • portano un beneficio all’azienda al fine di migliorare la propria reputazione, attrarre nuovi clienti e coinvolgere nuovi investitori sensibili alle tematiche ESG.

Gli indicatori di sostenibilità si dividono in tre categorie principali:

  • Ambientali: misurano l’impatto delle attività umane sull’ambiente, come emissioni di gas serra, consumo energetico, gestione rifiuti, biodiversità, uso del suolo, qualità di acqua e aria.
  • Economici: valutano aspetti finanziari legati alla sostenibilità, come redditività, investimenti sostenibili e valore aggiunto locale.
  • Sociali: misurano l’impatto sulla società, includendo occupazione, sicurezza, inclusione e coinvolgimento comunitario.

Tipi di indicatori di sostenibilità ambientale

Gli indicatori di sostenibilità ambientale possono essere classificati in diverse categorie, ognuna delle quali fornisce informazioni specifiche sull’impatto ambientale delle attività umane. Ecco alcune delle principali categorie:

  • Indicatori di emissioni: Questi indicatori misurano la quantità di gas serra emessi nell’atmosfera a causa delle attività umane. Ad esempio, le emissioni di CO2 e di metano sono monitorate per valutare l’impatto sul cambiamento climatico.
  • Indicatori di consumo di risorse: Misurano la quantità di risorse naturali utilizzate, come acqua, energia e materiali. Ad esempio, il consumo di acqua per unità di prodotto o l’energia utilizzata per la produzione sono indicatori chiave per valutare l’efficienza delle risorse.
  • Indicatori di gestione dei rifiuti: Questi indicatori misurano la quantità di rifiuti generati e la loro gestione. Ad esempio, la percentuale di rifiuti riciclati rispetto a quelli smaltiti in discarica è un indicatore importante per valutare la sostenibilità delle pratiche di gestione dei rifiuti.
  • Indicatori di biodiversità: Misurano la varietà e l’abbondanza di specie animali e vegetali presenti in un ecosistema. Ad esempio, il numero di specie protette presenti in un’area specifica può indicare la salute dell’ecosistema.
  • Indicatori di qualità dell’aria e dell’acqua: Misurano la presenza di inquinanti nell’aria e nell’acqua. Ad esempio, i livelli di particolato nell’aria o la concentrazione di nitrati nell’acqua sono indicatori cruciali per valutare la qualità ambientale.

Questi indicatori di sostenibilità ambientale forniscono un quadro completo delle performance ambientali di un’azienda, aiutandola a identificare aree di miglioramento e a sviluppare strategie per ridurre il proprio impatto ambientale.

Importanza degli indicatori di sostenibilità ambientale nello sviluppo sostenibile

Gli indicatori di sostenibilità ambientale sono fondamentali per lo sviluppo sostenibile, poiché consentono di misurare e monitorare l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Questo monitoraggio continuo permette di identificare aree di miglioramento e di sviluppare strategie mirate per ridurre l’impatto ambientale.

Per le aziende, l’adozione di indicatori di sostenibilità ambientale offre numerosi vantaggi:

  • Riduzione dei costi: monitorare il consumo di risorse e la gestione dei rifiuti può aiutare le aziende a individuare inefficienze e a ridurre i costi operativi.
  • Miglioramento dell’immagine e della reputazione: dimostrare un impegno concreto verso la sostenibilità può migliorare la reputazione aziendale e attrarre clienti e investitori sensibili alle tematiche ambientali.
  • Conformità normativa: gli indicatori aiutano le aziende a rispettare le normative e le leggi ambientali, evitando sanzioni e migliorando la conformità.
  • Contributo allo sviluppo sostenibile: le aziende che adottano pratiche sostenibili contribuiscono allo sviluppo sostenibile della società, promuovendo un equilibrio tra crescita economica, benessere sociale e protezione ambientale.

In sintesi, gli indicatori di sostenibilità ambientale sono strumenti essenziali per le aziende che desiderano integrare la sostenibilità nelle loro strategie di business e contribuire positivamente allo sviluppo sostenibile.

Quanti sono gli indicatori ambientali?

Tra i più importanti indicatori di sostenibilità ambientale possiamo individuare i GRI standards.

I GRI standards sono degli indicatori che possono essere applicati a seconda del settore in cui l’azienda lavora. Questi indicatori offrono una visione complessiva e comparabile del posizionamento delle aziende, nonché per evidenziare opportunità di investimento interessanti nel contesto ESG dal punto di vista della sostenibilità.

Quali sono gli indicatori ambientali GRI?

Di seguito troviamo i principali indicatori ambientali adoperati all’interno del bilancio di sostenibilità. Per maggiori informazioni sull’utilizzo di questi indicatori è possibile consultare direttamente il sito del GRI.

GRI 301 – Materiali301-1: Materiali utilizzati per peso o volume
301-2: Percentuale di materiali utilizzati che provengono da materiale riciclato
301-3: Percentuale di prodotti venduti e relativi materiali di imballaggio riciclati o recuperati
GRI 302 – Energia302-1: Consumo di energia all’interno dell’organizzazione
302-2: Consumo di energia al di fuori dell’organizzazione
302-3: Intensità energetica
302-4: Riduzione del consumo di energia
302-5: Riduzione del fabbisogno energetico di prodotti e servizi
GRI 303 – Acqua e scarichi idrici (2018)303-1: Interazione con l’acqua come risorsa condivisa
303-2: Gestione degli impatti correlati allo scarico di acqua
303-3: Prelievo idrico
303-4: Scarico di acqua
303-5: Consumo di acqua
GRI 304 – Biodiversità304-1: Siti operativi posseduti, affittati o gestiti all’interno o in prossimità di aree protette e aree ad alto valore di biodiversità esterne alle aree protette
304-2: Impatti significativi delle attività, dei prodotti e dei servizi sulla biodiversità
304-3: Habitat protetti o ripristinati
304-4: Specie protette presenti nelle aree in cui opera l’organizzazione
GRI 305 – Emissioni305-1: Emissioni dirette di GHG (Scope 1)
305-2: Emissioni indirette di GHG da consumi energetici (Scope 2)
305-3: Altre emissioni indirette di GHG (Scope 3)
305-4: Intensità delle emissioni di GHG
305-5: Riduzione delle emissioni di GHG
305-6: Emissioni di sostanze dannose per l’ozono
305-7: Ossidi di azoto, ossidi di zolfo e altre emissioni significative
GRI 306 – Rifiuti (2020)306-1: Produzione di rifiuti e impatti significativi connessi ai rifiuti
306-2: Gestione degli impatti significativi connessi ai rifiuti
306-3: Rifiuti prodotti
306-4: Rifiuti non destinati a smaltimento
306-5: Rifiuti destinati allo smaltimento
GRI 308 – Valutazione ambientale dei fornitori308-1: Nuovi fornitori valutati secondo criteri ambientali
308-2: Impatti ambientali negativi nella catena di fornitura e azioni intraprese

Come si misura la sostenibilità ambientale?

Per misurare la performance di un’azienda tramite un esempio di indicatore di sostenibilità aziendale, possiamo adoperare uno degli standard previsti dal GRI.

Il processo da seguire per misurare lo standard “302-1: Consumo di energia all’interno dell’organizzazione”  può essere il seguente:

  • Obiettivo: Un KPI deve avere un obiettivo. In questo caso è stato ritenuto rilevante come tema materiale (tramite l’analisi di materialità) il consumo di energia. Il KPI permette di misurare il consumo energetico dell’azienda e come questo si muove negli anni
  • Unità di misura: Dopo aver stabilito quale sia obiettivo è necessario selezionare l’unità di misura. La misura può essere in questo caso i GJ consumati da un’azienda.
  • Fonti di consumo: i consumi di energia possono provenire dalle seguenti fonti
    • Consumo totale di combustibili nell’organizzazione (fonti non rinnovabili)
    • Consumo totale di combustibili nell’organizzazione (fonti  rinnovabili)
    • consumo di energia elettrica, riscaldamento, raffreddamento e vapore
    • energia elettrica, riscaldamento, raffreddamento e vapore venduta
    • consumo totale di energia interno all’organizzazione
  • Metodologie adoperate ed obblighi
    • standard, metodologie, ipotesi e/o strumenti di calcolo utilizzati
    • fonte dei fattori di conversione utilizzati.
    • evitare di contare due volte il consumo di combustibile quando rendiconta il consumo di energia generata autonomamente.
    • rendicontare il consumo di combustibile separatamente per fonti di combustibile
    • rendicontare solo l’energia consumata da imprese di proprietà dell’organizzazione
  • Target da raggiungere: se nel 2023 l’organizzazione ha consumato 80.000 GJ possiamo stabilire un target di riduzione del 15% e quindi pensare di arrivare a consumare 68.000 GJ
  • Monitoraggio dato: una metrica è migliorabile se stabiliamo una frequenza di misurazione e quindi se siamo in target con l’obiettivo. Il monitoraggio potrebbe essere fatto tramite le bollette mensili. Se a gennaio 2023 ho consumato ad esempio 10.000 GJ, a gennaio 2024 dovrò controllare di aver consumato al massimo 8.500 GJ.
  • Azioni di miglioramento: dopo aver compreso quali siano le principali aree di maggior consumo, è possibile stabilire una serie di azioni da compiere per migliorare il livello di efficienza energetica. Alcune azioni potrebbero essere la sostituzione di tutti gli impianti di illuminazione con lampadine a led, l’acquisto di macchinari più efficienti o l’installazione di sistemi automatici di spegnimento automatici di apparecchiature o dell’impianto di illuminazione
  • Comunicazione: se viene stabilito un obiettivo da raggiungere entro l’anno è necessario comunicare il risultato ai principali portatori di interesse. Lo stato di aggiornamento del progetto potrebbe prevedere una comunicazione di carattere trimestrale in cui si confrontano i consumi del trimestre di quest’anno rispetto a quelli dell’anno scorso. Inoltre all’interno della comunicazione si può fornire un aggiornamento sullo stato di avanzamento delle azioni di miglioramento di questo progetto.

Ruolo degli indicatori di sostenibilità ambientale nella pianificazione della sostenibilità

Gli indicatori di sostenibilità ambientale giocano un ruolo cruciale nella pianificazione della sostenibilità, poiché forniscono dati essenziali per definire obiettivi chiari e misurabili. Ecco come possono essere utilizzati:

  • Definizione degli obiettivi di sostenibilità: Gli indicatori aiutano le aziende a stabilire obiettivi specifici e realistici per migliorare le loro performance ambientali. Ad esempio, un’azienda può fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro cinque anni.
  • Identificazione delle aree di miglioramento: Analizzando i dati forniti dagli indicatori, le aziende possono individuare le aree in cui è necessario intervenire per ridurre l’impatto ambientale. Ad esempio, un alto consumo di energia potrebbe indicare la necessità di investire in tecnologie più efficienti.
  • Sviluppo di strategie: Con gli indicatori, le aziende possono sviluppare strategie mirate per raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità. Queste strategie possono includere l’adozione di energie rinnovabili, la riduzione dei rifiuti o l’implementazione di pratiche di gestione sostenibile delle risorse.
  • Monitoraggio e valutazione dei progressi: Gli indicatori permettono di monitorare costantemente i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità. Questo monitoraggio continuo consente di apportare eventuali correzioni e di garantire che le strategie adottate siano efficaci.

Inoltre, gli indicatori di sostenibilità ambientale possono aiutare le aziende a sviluppare un piano di sostenibilità che sia efficace ed efficiente, contribuendo allo sviluppo sostenibile della società. Utilizzando questi strumenti, le aziende possono dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità e rafforzare la loro posizione nel mercato globale.

In conclusione, gli indicatori di sostenibilità ambientale sono strumenti indispensabili per le aziende che desiderano integrare la sostenibilità nelle loro strategie di business e contribuire positivamente allo sviluppo sostenibile.

Quanti sono gli indicatori di sostenibilità obbligatori?

Non esiste un set di indicatori di sostenibilità obbligatori.

I singoli paesi stanno introducendo delle specifiche normative per rendere obbligatoria la rendicontazione delle informazioni ambientali.

In Europa è stata introdotta come prima normativa la Direttiva UE 2014/95 sulla rendicontazione non finanziaria e richiede alle grandi imprese di pubblicare informazioni sulle performance ambientali.

L’Italia ha recepito questa direttiva tramite il decreto legislativo n. 254 del 30 dicembre 2016 introducendo la dichiarazione non finanziaria.

A seguito di questa normativa, è stata introdotta la direttiva CSRD.

La direttiva CSRD estende il numero di aziende coinvolte nel processo di rendicontazione degli impatti ambientali.

Tra il 2025 e il 2029 ogni anno verranno incluse all’interno del processo aziende sempre più piccole, al fine di favorire la transizione ad un’economia maggiormente sostenibile.

Come ulteriore standard di riferimento, a livello internazionale è possibile fare riferimento ai seguenti standard condivisi:

  • Global Reporting Initiative (GRI)
  • Sustainability Accounting Standards Board (SASB)
  • Greenhouse Gas Protocol

Conclusioni

L’adozione di indicatori di sostenibilità ambientale offre diversi benefici alle aziende.

 In primo luogo, consente di migliorare la reputazione aziendale, dimostrando l’impegno verso pratiche sostenibili, attirando potenziali clienti e investitori sensibili alle tematiche ESG e di sviluppo sostenibile.

Inoltre, il monitoraggio costante delle performance ambientali permette di individuare aree di miglioramento e di implementare azioni mirate per ridurre l’impatto sull’ambiente, come l’efficientamento energetico o la gestione responsabile dei rifiuti. 

L’utilizzo di standard riconosciuti a livello internazionale, come i GRI Standards, garantisce la comparabilità dei dati e facilita la comunicazione trasparente con gli stakeholder, rafforzando la credibilità dell’azienda nel suo percorso verso la sostenibilità.

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Scritto da
Oliviero Carlini
Con una laurea magistrale in "Green Economy and Sustainability" e una certificazione EQF 7 come "Project Manager per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi", Oliviero Carlini porta un approccio rigoroso e pratico alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità. Con Xclimate si dedica a rendere accessibili e comprensibili le strategie di carbon accounting, supportando le aziende nel loro percorso verso un futuro più sostenibile.