Neutralità climatica: che cos’è e come raggiungerla
I cambiamenti climatici hanno un impatto sempre più evidente sulla terra.
Gli enti governativi e le organizzazioni si impegnano a raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050, ovvero entro la metà del secolo, un impegno che richiede una serie di azioni che comportano notevole tempo e risorse.
Questo traguardo rappresenta un punto di riferimento fondamentale nelle politiche climatiche globali, in linea con gli impegni assunti nell’Accordo di Parigi.
L’obiettivo è mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia critica di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, per evitare conseguenze irreversibili.
L’Europa e la UE si sono affermate come leader nella definizione di politiche climatiche e nella promozione della neutralità climatica, adottando strategie ambiziose e normative vincolanti.
Il Parlamento europeo ha un ruolo centrale nell’approvazione della legge europea sul clima, che stabilisce gli obiettivi di emissione zero e rafforza gli impegni degli Stati membri.
La politica climatica europea si basa su regolamenti e direttive specifiche che disciplinano la materia delle emissioni di gas serra, fissando valori di riferimento e rapporti tra emissioni e obiettivi di sostenibilità.
Le emissioni di gas serra hanno origine principalmente da attività antropiche e si accumulano nell’atmosfera, rendendo necessario monitorare e valutare costantemente i valori di emissione secondo parametri e standard di riferimento.
Ma cosa si intende per neutralità climatica e quali sono i mezzi per conseguirla?
Che cos’è la neutralità climatica e la riduzione delle emissioni di gas serra?
Per neutralità climatica si intende il punto di equilibrio in cui le emissioni prodotte dall’uomo e l’assorbimento di queste è in equilibrio.
Una parte delle emissioni non potrà mai essere ridotta a zero e per questa parte sarà necessario realizzare una compensazione.
Il bilanciamento delle emissioni avviene attraverso un sistema integrato di assorbimento naturale e tecnologico, che comprende sia pozzi naturali che artificiali.
Parte delle emissioni può essere assorbita però da specifiche aree detti pozzi di assorbimento
I principali pozzi di assorbimento naturali possono essere:
- gli oceani;
- le foreste;
- il suolo.
Questi pozzi di assorbimento sono di carattere naturale e funzionano secondo modalità biologiche e chimiche che permettono la cattura e lo stoccaggio del carbonio.
L’uomo ha cominciato la costruzione di pozzi di assorbimento artificiale per realizzare il sequestro di carbonio, utilizzando dispositivi tecnologici specifici per la cattura e lo stoccaggio delle emissioni.
Ad oggi nessuno di questi pozzi artificiali è in grado di rimuovere la quantità di carbonio necessaria a raggiungere l’obiettivo, anche a causa delle modalità attuali di funzionamento e delle limitazioni tecnologiche dei dispositivi impiegati.
Quando si raggiungerà la neutralità climatica (net zero)?
La neutralità climatica, secondo le previsioni, si raggiungerà entro il 2050.
Questo traguardo dovrebbe permettere di evitare l’aumento delle temperature globali di 2°C rispetto ai livelli preindustriali.
Diversi enti governativi e organizzazioni hanno affermato di voler raggiungere l’obiettivo di emissioni zero.
Il raggiungimento di questo obiettivo dipenderà dalle politiche e dagli sforzi messi in atto per rendere concreta questa visione.
In questo contesto, l’elaborazione di piani strategici nazionali e internazionali, che dettagliano obiettivi, contenuti e misure in conformità con i regolamenti europei, è fondamentale.
Il successo sarà determinato anche dall’efficace applicazione delle normative e delle strategie previste.
È necessario monitorare gli sviluppi intrapresi dai principali attori per comprendere se sono in linea con il raggiungimento dell’obiettivo
Neutralità climatica e neutralità carbonica: qual è la differenza?
Per neutralità climatica, come detto in precedenza, si intende il punto di equilibrio tra le emissioni prodotte dall’uomo e l’assorbimento delle stesse.
All’interno del calcolo della carbon footprint è necessario considerare i seguenti gas serra:
- biossido di carbonio (CO2);
- metano (CH4);
- protossido di azoto (N20).
La neutralità climatica implica quindi che le emissioni di gas serra dovrebbero essere ridotte a zero o compensate in qualche modo.
In questo contesto, il sistema delle quote di emissione di CO2 rappresenta uno strumento di regolamentazione fondamentale per limitare e compensare le emissioni nell’ambito delle politiche europee.
Per neutralità carbonica si intende che ogni tonnellata di CO2 antropogenica non rimossa, deve essere compensata.
In questo caso sono incluse solo le emissioni di CO2 e non di quelle di altri gas (come può essere il metano).
Le attività economiche coinvolte nei sistemi di monitoraggio delle emissioni sono identificate tramite specifici codici di classificazione, come i codici NACE, che permettono di individuare le imprese soggette a regolamentazione.
In questo caso si dovrebbe raggiungere l’obiettivo di emissioni zero tramite azioni come la carbon capture o l’adozione di fonti rinnovabili.
Sia la neutralità climatica che quella carbonica hanno in comune l’obiettivo di portare a zero le emissioni di anidride carbonica.
Benefici della neutralità climatica
Raggiungere la neutralità climatica offre numerosi benefici, sia per l’ambiente che per la società.
La riduzione delle emissioni di gas serra è fondamentale per limitare il riscaldamento globale e prevenire fenomeni come l’innalzamento del livello dei mari, l’acidificazione degli oceani e la perdita di biodiversità, proteggendo così gli ecosistemi e la qualità della vita.
Dal punto di vista economico, la transizione verso tecnologie pulite e sistemi produttivi a basse emissioni di gas serra stimola la crescita di nuovi settori, come le energie rinnovabili, e crea opportunità di lavoro qualificato. M
igliorare la qualità dell’aria e dell’acqua grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra contribuisce inoltre a tutelare la salute pubblica.
L’impegno verso la neutralità climatica da parte dell’Unione Europea e di altri paesi può diventare un esempio virtuoso, favorendo la cooperazione internazionale e accelerando l’adozione di politiche climatiche efficaci a livello globale. I
n questo modo, la neutralità climatica si traduce in un vantaggio concreto per il benessere delle persone, la protezione degli ecosistemi e la competitività economica.
Come raggiungere la neutralità climatica
L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, tramite il Green Deal Europeo ed essere il primo continente a zero emissioni nette di gas a effetto serra.
Il Green Deal Europeo, tramite anche il pacchetto “Fit for 55” prevede la revisione e l’aggiornamento di normative, come anche l’integrazione di politiche volte a favorire l’economica circolare.
In questo contesto, il testo del regolamento europeo disciplina le modalità di attuazione delle misure e definisce il contenuto minimo richiesto nei piani di neutralità climatica, che deve includere informazioni dettagliate su impianti, emissioni storiche, obiettivi, misure e investimenti.
Le principali modifiche previste dalla Commissione Europea che si intende mettere in atto sono:
- modifiche all’emission trading system dell’Unione Europea con un potenziale impatto del -61% a livello di emissioni entro il 2030 rispetto al 2005;
- una revisione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per evitare potenziali problemi legati alla delocalizzazione della produzione in paesi esterni all’Unione;
- aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per gli stati membri portandola dal 29% al 40%;
- modifiche riguardo l’utilizzo del suolo e la silvicoltura con l’obiettivo che i terrreni possano assorbire fino a a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2030;
- per le automobili si intende vietare l’immissione in commercio di veicoli a combustione interna dal 2035 in poi;
- carburanti sostenibili per il settore dell’aviazione
- l’utilizzo di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo con l’obiettivo di ridurre del 75% i gas serra entro il 2050;
- realizzazione dell’infrastruttura per ricarica o rifornimento di veicoli con combustibili alternativi;
- creazione di un fondo sociale per il clima atta a fornire sostegno per nuclei familiari, microimprese e utenti dei trasporti;
- aumentare la quota di fonti rinnovabili cambiando l’obiettivo dal 32% al 40% entro il 2030; l’aumento delle fonti rinnovabili e delle soluzioni di mitigazione rappresenta una componente chiave per la transizione energetica e la capacità di assorbimento naturale di CO2;
- revisione della direttiva sull’efficienza energetica con l’obiettivo modificato dal 32,5% al 36%;
- l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici dell’Unione Europea entro il 2030 visto che sono responsabili di oltre il 36% di emissioni dirette e indirette;
- revisione della tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.
Inoltre, le aziende e gli operatori finanziari svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso la neutralità climatica, attraverso investimenti sostenibili e piani di decarbonizzazione.
È essenziale fornire informazioni dettagliate e strutturate sui piani e sulle emissioni per garantire trasparenza, coerenza e conformità alle normative UE.
Sfide e ostacoli
Il percorso verso la neutralità climatica è complesso e presenta numerose sfide.
Una delle principali difficoltà riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra in settori strategici come l’industria, l’agricoltura e i trasporti, che richiedono investimenti consistenti in tecnologie innovative e infrastrutture sostenibili.
Un altro ostacolo significativo è rappresentato dalla necessità di coinvolgere tutti i paesi e le parti interessate, assicurando che gli sforzi per la riduzione delle emissioni siano equamente distribuiti e condivisi a livello globale.
La transizione verso un’economia a basse emissioni di gas serra implica anche una gestione attenta delle risorse finanziarie, per evitare impatti negativi sulla crescita economica e sull’occupazione.
Inoltre, è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini, affinché possano partecipare attivamente alla definizione e all’attuazione delle politiche climatiche.
Solo attraverso una collaborazione internazionale, investimenti mirati e il coinvolgimento di tutti gli attori sarà possibile superare questi ostacoli e raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica.
Tecnologie per la neutralità climatica
Le tecnologie giocano un ruolo chiave nel raggiungimento della neutralità climatica, offrendo soluzioni concrete per la riduzione e l’assorbimento delle emissioni di gas serra.
Le energie rinnovabili, come il solare e l’eolico, rappresentano strumenti fondamentali per abbattere le emissioni di gas serra nel settore energetico, sostituendo progressivamente le fonti fossili.
La cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) permette di ridurre le emissioni di gas serra generate da processi industriali difficilmente sostituibili.
L’efficienza energetica, ottenuta attraverso l’isolamento degli edifici e la gestione intelligente dei consumi, contribuisce a diminuire la domanda di energia e, di conseguenza, le emissioni di gas serra.
Nel settore dei trasporti, l’adozione di veicoli elettrici e di sistemi di mobilità sostenibile consente di ridurre l’impatto ambientale delle emissioni di gas.
Infine, le tecnologie di assorbimento del carbonio, come la riforestazione e la gestione sostenibile delle foreste, sono essenziali per rimuovere l’anidride carbonica già presente nell’atmosfera, favorendo il bilanciamento tra emissioni e assorbimenti.
L’innovazione tecnologica, quindi, è una componente imprescindibile per il raggiungimento della neutralità climatica e per la costruzione di un futuro più sostenibile.
Conclusioni
La sfida della neutralità climatica è diventata una priorità globale, data l’urgente necessità di affrontare il cambiamento climatico.
L’impatto crescente del cambiamento climatico sulla Terra richiede azioni immediate e ambiziose da parte dei governi, delle organizzazioni e della società nel suo complesso.
L’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (detto anche net zero) è stato sottolineato da numerosi attori, e il cammino verso questo traguardo richiederà un impegno significativo in termini di tempo, risorse e cambiamenti strutturali.
Per raggiungere questo importante obiettivo, sono in corso molte iniziative a livello globale, regionale e nazionale.
L’Unione Europea, ad esempio, ha stabilito obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni e sta attuando politiche innovative per promuovere l’efficienza energetica e l’uso di fonti di energia rinnovabile.
La transizione verso la neutralità climatica richiederà una trasformazione profonda in settori chiave come l’energia, i trasporti e l’uso del suolo.
È un impegno collettivo che coinvolge tutti noi, e il monitoraggio costante dei progressi e l’adeguamento delle politiche sono essenziali per garantire che l’obiettivo venga raggiunto con successo.
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